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Just me and you - Clo

(1/1)

DeppAngel:
I.

- No, mi dispiace ma io ho chiuso qualche anno fa con tutto questo…
- Sal,noi abbiamo bisogno di te…
- Sal,di qua,Sal di là… lo sapete benissimo cosa penso. Non ho più la forza di lavorare dopo tutto quello che è successo…ma voi non potete capire… siete chiusi nel vostro mondo,fatto di denaro e successo…
- No, non intendiamo questo…
- Avanti,allora,spiegatemi… uomini dalle eccitanti esperienze!

Ero lì,di nuovo seduta in quell’ufficio,dopo un anno e mezzo. A guardare in faccia la stessa gente. Sospirai tentando di trovare una spiegazione intelligente nei loro occhi,ma purtroppo la mia speranza era vana. Mi volevano di nuovo dentro,anche se erano ben consapevoli del fatto che non era la mia massima aspirazione ricominciare una vita piena di rischi. Mi scostai i capelli dal volto e sbuffai,con aria piuttosto insofferente.

- Avete perso la lingua?
- Sal…
- Sal un cazzo. Ora mi dite cosa vi è passato il cervello. Anche perché ci deve essere un ottimo motivo per chiamarmi alle tre di notte!
- C’è il fuso orario… scusaci,non volevam…
- Certo!Siete talmente idioti che non siete arrivati alla conclusione che dalla parte opposta dall’America io stessi dormendo.. avete svegliato TUTTA la mia famiglia e voi sapete bene che io non voglio coinvolgerla nelle mie faccende… implicherebbe solo far correre loro dei pericoli inutili…
- Hai ragione…
- Lo so che ho ragione… ma non stavo aspettando che approvaste le mie parole,ma che mi DESTE INTERESSANTI DELUCIDAZIONI RIGUARDO ALLE VOSTRE INTENZIONI…
- E’difficile da spiegare…
- Certo, Zach… per te è sempre tutto complesso…
- Sal, in eff…
- E tu Clive? Mi pare di ricordare VAGAMENTE che fossi stato tu a spingere la mia MIGLIORE AMICA a venire a cercarmi in quel dannatissimo palazzo… o sbaglio? Ed ancora…. Se mi ricordo bene… quella SCHIFOSISSIMA ULTIMA MISSIONE CHI ME L’HA AFFIDATA? CHI?
- Non mettere di mezzo Vyn ora…
- CERTO CHE LA METTO DI MEZZO! E’ MORTA PER COLPA MIA! VI SIETE RESI CONTO IN QUESTI CAZZO DI 18 MESI CHE E’QUESTA LA RAGIONE PER CUI HO SMESSO DI LAVORARE PER VOI?
- Nonostante fosse il tuo sogno da sempre…
- RALPH,SECONDO TE… QUANTO MI PUO’INTERESSARE IL MIO SOGNO… QUANTO ANCORA MI PUO’IMPORTARE DI LAVORARE NELL’FBI QUANDO HO PERSO LA PERSONA CHE PIU’MI CAPIVA AL MONDO,EH? VI SONO RIMASTI UN PO’ DI NEURONI O NO? (mi alzai irritata… loro non avevano la minima idea di quanto mi facesse soffrire anche solo stare con loro,perché mi ricordava il passato… e ciò non mi faceva per niente bene… )
- No,dai Sal..
- “No dai,Sal”? Sei cretino o lo fai,Zach? Ti hanno aspirato il cervello in questi ultimi tempi? Vi rendete conto che mi tenete qua da un’ora e non mi avete ancora spiegato PERCHE’ MI AVETE CHIAMATA.. primo:è già tanto se sono qui… ho abbandonato i miei genitori,mio fratello,mia cognata e mia nipote per venire QUI ad ascoltare una banda di cazzoni che non sa altro che dirmi “Ma ciao!Ma come stai?Ma sei sempre più bella!Cosa ti è successo in questo ultimo anno e mezzo?La mamma ti ha comprato la moto?”. Siete patetici.
- E’uguale,Clive…
- Sì,uguale.
- UGUALE A CHI?
- Se ti siedi te lo spieghiamo. (quelle due facce da idioti patentati non mi stavano per niente rassicurando..)
- Ok,sentiamo la vostra teoria… (mi risedetti, fissandoli con sguardo perentorio..)
- Ti abbiamo richiamata perché sei sempre stata la nostra agente migliore e per questa missione era necessario avere te…
- Oh!Ma che gentili!Grazie di cuore,,dal più profondo…
- Facci finire!Dannazione… questa tua abitudine non l’hai cambiata…
- No!Per fortuna.E me ne vanto molto…
- Sal… non volevi sentire?
- E sto sentendo!
- (Clive sbuffò e poi continuò..) Devi collaborare con un altro agente ed infiltrarti in un gruppo mafioso di New York…
- EHHHH?? Cosa?? Non credo di aver capito tanto bene… Sono diventata sorda… ma porca…
- SAL! CAZZO! ASCOLTA!
- Clive… Mi sa che con Joe si prende a botte… fanno scintille questi due…
- Con chi? Cosa?
- ORA FINISCO. OK?
- Ok,ok… sono qui brava e buona che ascolta…
- Brava e buona non direi….
- Prego,Ralph?
- Lascia perdere Sal… ascolta ME… hai capito perfettamente… è una missione molto difficile e penso che tu e Joe siate in grado si sostenerla assieme…
- Io e chi?
- Joseph D. Pistone… conosci?
- Purtroppo non ho il piacere… o il dispiacere,che dir si voglia…
- Ha già avuto esperienze di questo tipo… (si bloccò per un attimo guardando gli altri due…)
- E… ?
- E… non sono state ottime. Ma questi non sono fatti tuoi.
- Merci,monsieur..
- Piantala. Non devi impicciarti davvero.
- Oh,grazie… vedo che state ricominciando a trattarmi bene!
- Sal..
- Sal…sempre Sal… (sospirai ancora…) E… come sarebbe questo… Joe?
- La tua fotocopia in versione maschile..
- Stessa testa di cazzo..
- Zach…NON C’E’ BISOGNO CHE BORBOTTI,GRAZIE!! Oltre ad essere una testa di cazzo,come la qui presente,ha altre notevoli qualità?
- (si guardarono e scoppiarono a ridere…) Beh… diciamo… che con le donne… ci sa fare…
- Più di me almeno…
- Più di tutti Ralph…
- Ohhh! Detto da voi la prendo davvero come una valida informazione… soprattutto è interessante per il mio lavoro…
- Beh, comunque è un’informazione..
- Del cazzo. Ma è un’informazione.
- Eccola di nuovo… sentila,Zach…
- Ci sarà da ridere a vederli assieme…
- Vedo che siete divertiti… che cosa vi rende così allegri eh?
- Il fatto di vedervi lavorare assieme…
- Ah sì? Oh… mi compiaccio…
- No,dai.. Sal,è davvero in gamba…
- Ah sì?
- Talmente in gamba che ti segue da 5 giorni e nemmeno te ne sei accorta?
- Cosa?
- Sì…
- Spero che mi stiate prendendo per il culo…
- No,siamo serissimi…
- Eri così attenta… ed ora… ti lasci scappare questi particolari….
- Ci sono prove che lo confermino?
- Eileen..
- Che c’entra ora mia nipote?
- Si chiama così vero?
- Sì…
- Non ci hai mai detto nulla a suo riguardo…
- … nonostante abbia già quattro anni.
- No,appunto. Non ve ne ho mai parlato…
- L’hai portata al parco tre volte…
- … capelli rossi,come i tuoi vero…
- Cazzo.
- Cosa?
- Mi avete rotto il cazzo… PERCHE’FATE ENTRARE MIA NIPOTE IN QUESTA SPORCA FACCENDA?E’UNA BAMBINA INNOCENTE..
- Non le abbiamo fatto nulla… hai chiesto conferme riguardo il fatto che sei stata seguita per 5 giorni senza accorgertene e noi te le abbiamo fornite…
- Niente di più semplice,Sal…
- Ok,ok avete vinto…
- Il commento, Zach…
- Quale?
- Quello di Joe su…
- No,se ne accorgerà da sola…
- Cos’è questo parlottare? Vi siete fissati?
- No…niente..
- NIENTE..
- … un cazzo per caso? Sei ancora più fine del solito, Sal..
- Non sono sempre così…
- Spesso… almeno sul lavoro…
- E’ una copertura…
- Sì.. come no…
- Comunque.. cosa stavate dicendo?
- Dovrai assumere un altro nome…
- Non camb…
- Scegli il nome che vuoi…quello che più di ti piace…
- NON CAMBIATE DISCORSO!
- ASCOLTACI ORA! CIO’CHE ABBIAMO DETTO FRA DI NOI LO CAPIRAI DA SOLA..
- Che fancazzisti…
- Prego?
- Siete dei dolci amori di mammà…
- Comunque…
- Devo cambiare nome… che ne dite di Marilyn Manson? O.. fatemi pensare… Ozzy Osbourne…o…
- Sii seria per una volta…
- Posso pensarci? Vi farò sapere… (mi alzai e presi la giacca… )
- Ehy,non ci hai ancora detto se…
- Ci sto. Siete contenti. Ci sto. Mi avete.

C’ero di nuovo dentro fino al collo.


II,

Salii in macchina. Ripensai all’accaduto. Sospirai. Forse non avrei dovuto riprendere quel lavoro che mi aveva causato tanto dolore. Mi sentivo in colpa a ricominciare quella vita a causa della quale era morta Vyn. Sentivo che stavo facendo un torto a lei. Un altro dei flash che avevo spesso. Lei correva verso di me per proteggermi. Il suo corpo che riceveva il colpo di pistola indirizzato a me. Chiusi gli occhi come per evitare quella fitta allo stomaco conseguente a tutte le volte che la scena si riproponeva davanti ai miei occhi. Era come ripercorrere la sofferenza,come se non fosse già stato abbastanza il fatto di perderla. Forse lei avrebbe voluto così…avrebbe desiderato che proseguissi il lavoro che sognavamo di fare entrambe. Che non mollassi almeno per lei. Ma noi avremmo dovuto farlo ASSIEME,come avevamo iniziato. Era trascorso un anno e mezzo da quel momento ed per me era come se fosse avvenuto il giorno prima. Quando avevo lasciato l’FBI,avevo mandato al diavolo ogni mio collaboratore,presa dalla disperazione,dalla rabbia senza controllo. Ero tornata dalla mia famiglia ed avevo trascorso dei momenti meravigliosi lontani da quel lavoro,da quel mondo che in quel momento detestavo. Ma non potevo più starne lontana,dovevo riaffrontare i miei problemi. “Se lo vuoi,tornaci… non farti problemi… “ “Henry,ho sofferto abbastanza. Può bastare grazie” “Non puoi vivere così,Sal… Vyn,non è morta per colpa tua”. Appena gli capitava l’occasione adatta, mio fratello mi rifilava questo discorso ed ogni volta io ripetevo che in fondo ero IO la ragione di fondo alla morte della mia migliore amica. Ci avevo sempre creduto,era la mia convinzione. Se non ci fossi stata io in quell’edificio,non mi sarebbe venuta a cercare. Se mi fossi girata prima,avrei visto che qualcuno puntava una pistola verso di me ed avrei evitato che lei morisse per salvarmi. Scossi la testa per cancellare quel pensiero,almeno per un attimo. Ma come riuscire quando si ha qualcosa di indelebile sulla propria pelle?ll polso.. il tre uguale al suo… quel giorno avevamo sofferto tanto per un minimo segno accanto al pollice…ma quando ci si vuole così bene si è portati a fare pazzie del genere. 17 anni… senza dirlo ai nostri genitori… E poi non ci avevano risparmiato la paternale… Ma ne era valsa la pena. Non volevo… non volevo che quella lacrima mi rigasse la mano… Non volevo ricordare le sue parole… quel giorno… sdraiate in mezzo ad un campo di grano… per scappare da tutto. “Sal… tu lo senti il rumore del vento?” “Vynie… il dolore ti ha fatto male..” “No,davvero… se stai in silenzio… lo puoi sentire…” “Lo so..” “Allora perché hai alluso alla mia pazzia?” “Non so,forse perché lo dicevamo quando eravamo piccole..” “Ed allora?Dovresti smettere di crederci?” “No,ma…” “Niente MA. Ed ora ascolta bene ciò che ti sto per dire..” “Sentiamo..” “Quando morirò…” “Eh? No,no… tu ti droghi e non me lo dici… “ “ASCOLTAMI E BASTA..” “…mentre chiamo un centro per recupero..” “Smettila!” “Ok.. afferrato il concetto,spara…” “Bene… quando morirò voglio che tu torni qui… ed ascolti il vento…perché,magari,chissà,io sarò lì… e non ti lascerò mai…” “Sarebbe bello…ma non pensare a queste cose,per favore…” “Prima o poi bisogna pensarci,Salyans…” “Non chiamarmi così… per esteso… non sono abituata… mi confonde…” “Sii seria per una volta… e promettimi che lo farai…” “Cosa?” “Ascoltare il vento…..e sapere che sono lì” “Se lo vuoi lo farò…”. Deglutii e sospirai ancora più forte di prima. Non riuscivo a cancellare quella scena. Ogni santo giorno mi tornava in mente. Mi strofinai gli occhi per due o tre minuti di seguito senza rendermene conto,ma poi mi accorsi che dovevo aver rovinato quel tanto di impalcatura che avevo creato qualche ora prima per nascondermi le occhiaie. Sbuffai. Alzai lo sguardo verso lo specchietto retrovisore per osservare il disastro che avevo fatto,cercando di cancellare l’angoscia. Un macchina nascosta all’angolo. Con un uomo sopra. Tornai alla realtà. Quel piccolo particolare fece scattare in me una molla. “Troppo comodo e troppo stupido”. Uscii e mi diressi verso la vettura. “Adesso mi sono rotta veramente i coglioni. Se il loro piano era farmi saltare i nervi ci sono riusciti”. Quando fui vicina alla macchina bussai al finestrino,con un’aria non troppo pacifica. Lui lo abbassò con una faccia che avrebbe fatto innervosire chiunque. Del tipo “MaQuantoSonoFigoEbelloEnonStaSuccedendoNienteDiGrave”.

- Salve. E’ pregato di scendere Mr Pistone..
- Scusi?
- Non faccia il finto tonto.
- Non sono quello che crede…
- Bene,apra questa portiera.
- Cosa?
- MI APRA LA PORTIERA E’SORDO?
- Ok,ok.. stai calma bella…
- Non iniziamo con il tono confidenziale… (mi sedette sul sedile posteriore accanto a lui… no,non volevo che fossi così bello… )
- Precisiamo che il mio nome è Donnie…
- Cretino,te l’hanno detto loro di dirlo?
- Loro chi?Ahia…(gli avevo appena assestato un pugno nel braccio)
- SONO L’AGENTE FEDERALE SAL MATTHEWS,MOLTO PIACERE! MA PENSO CHE TU LO SAPPIA GIA’,JOSEPH D.PISTONE!
- Ehm… ok ok… ti ho seguita per quasi una settimana… certo me l’hanno ordinato loro,ma… non avrei mai creduto di trovarlo così… affascinante,,,
- (lo guardai torva… se era un complimento l’avevo recepito… ma quegli occhi… mio Dio… era terribilmente neri e profondi… e quegli zigomi… Cristo Santo… ) Ascoltami bene.. dobbiamo lavorare assieme io e te… giusto?
- Giustissimo… non sai che piacere… (e perché cazzo sorrideva ogni 5 secondi?Sembrava un tic nervoso… o un modo per nascondere qualcosa… o un mezzo molto astuto per farmi andare in bestia…o un brodo di giuggiole,visto che mi trovavo davanti ad un essere tanto irritante quanto incantevole)
- Bene,quindi in teoria dovremmo andare d’accordo…
- Esatto… ed a quanto pare abbiamo iniziato bene.
- Ti pare male. Molto male. Prima di tutto non ti pare abbastanza idiota appostarti con l’auto vicino ad un luogo dove di solito l’FBI si riunisce per discutere?
- Beh,no… avevo ancora gli ordini di seguirti…
- Ah… perché tu segui sempre,costantemente gli ordini di quella massa di imbecilli?
- No…direi proprio di no…
- Vedo che almeno in questo ti distingui dalla massa…
- Tesoro,senti.. dimmi… che cazzo ti prende… per favore… non è che mi dispiaccia trovarmi sulla macchina una ragazza TALE…ma…
- COSA MI PRENDE? HAI LA FACCIA DI CHIEDERMELO? MI SEGUI DA GIORNI,MI SEI ALLE CALCAGNA,OSSERVI LA MIA VITA E MI CHIEDI COSA MI PRENDE?
- Ok,ok… hai ragione…
- INIZIAMO A RAGIONARE VEDO!
- Quanti anni hai?
- Eh?
- Ti ho chiesto quanti anni hai…
- Mentre stiamo parlando di altro mi fai domande che non c’entrano un emerito..
- … cazzo… sì… ma me lo stavo chiedendo…
- …per curiosità?
- Anche…ma… primo perché non me l’hanno detto…. Poi perché sei davvero giovane per essere già un’agente..
- … ne ho quasi 25…
- Cristo…
- Eh?
- Niente…
- Uhm?
- Tranquilla… (sorrise di nuovo… quel sorriso che mi faceva diventare I-S-T-E-R-I-C-A. Avrei voluto entrare nella sua mente per sapere a cosa stesse pensando… mi infastidiva terribilmente il suo sguardo su di me… )
- Comunque…… per continuare il nostro interessante discorso…
- Sì.. molto interessante… ( oh mio Dio… come mi aveva squadrata… per quanto fosse attraente mi dava sui nervi il suo modo di fare… aveva analizzato ogni minimo centimetro del mio corpo…. Stavo per esplodere…anzi…eruttare… il termine rende meglio l’idea…)
- DUNQUE… (sorrisi istericamente,alzando il tono della voce,come per invitarlo a tornare a guardami negli occhi e non DA QUALCHE ALTRA PARTE.)… gradirei sapere qualcosa in più di te…
- Cosa?
- Beh… Visto che ti avranno detto tutto di me..
- In effetti…
- Cosa sai?(avevo una tremenda paura che sapesse di Vyn… della mia reazione… era troppo personale… non potevano spifferarlo… non dovevano…)
- Mi hanno dato informazioni su di te,sul tuo addestramento e sulla tua famiglia…
- E basta?
- Sì…
- Oh….
- Ah… non mi hanno voluto specificare il motivo per cui hai smesso per un anno e mezzo di lavorare,ma penso non sia il caso che mi interessi…
- (sospirai fingendo che non avesse detto nulla…) Cosa intendiamo fare?
- In che senso?
- Nel senso… qual è il piano… quale la missione… (tenevo lo sguardo fisso sul finestrino… per evitare di incontrare quegli occhi a dir poco favolosi e scoppiare a piangere al pensiero di Vyn… non glielo avevano detto… almeno quello.)
- Siamo implicati in qualcosa di molto grosso,ma ce la faremo…
- Che cosa?
- Giro di mafia..
- Eh?
- Non è la prima volta per me… ma per te sì… dovrai crearti un’altra identità… diventeremo parte di loro… sai cosa significa?
- Sì… lo so… perfettamente.. (deglutii al pensiero… a dir la verità l’idea mi spaventava quanto mi attraeva…)
- E’ pericoloso,ma agiremo con cautela… (finalmente riuscii a voltarmi e notai una punta di angoscia sul suo viso,ma quando si accorse che lo stavo guardando il suo viso si distese in un’espressione più serena… come se non gliene importasse nulla…)… questa volta… con cautela.. (sottolineò le parole con un tono cupo…non ero l’unica ad avere segreti…)
- E’ l’unica cosa da fare…
- …e scegliti un nome.
- Cosa?
- Uno qualsiasi… dai… è divertente avere una seconda identità…non l’hai mai avuta?
- (istintivamente sorrisi… non so per quale motivo… forse perché in quelle parole era nascosto un tono rassicurante? ) Beh.. sì… ma non è “intercambiabile” fra le varie missioni…
- Beh…per quanto mi riguarda sì… ( sorridemmo assieme… e ci scambiammo uno sguardo…in un attimo che sembrò durare un’eternità… oh Gesù… era davvero bellissimo.)
- Non penso sia conveniente continuare a parlare in un’auto…
- No…
- Se vuoi… ehm… casa mia… è in subbuglio… è il primo appartamento che mi hanno trovato in città per stabilirmi… mi hanno chiamata all’improvviso di notte ed ho portato quello che sono riuscita…
- Certo.. cioè… sì… (feci per scendere..) dimenticavo…
- Sì?
- L’appartamento… dov’è?
- Basta seguirmi,no… (chiusi la portiera…)
- Certo.. sì…sì…
- Tutto ciò mi puzza sai…
- Ho fatto controllare il motore l’altro giorno quindi…
- Spiritoso..davvero molto.

III.

- Non è esattamente una reggia… poi si aggiunge il fatto che è tutto sottosopra…lascia perdere gli scatoloni.

Lo feci entrare nel mio appartamento tutto sommato non male che con “immensa cortesia” mi avevano “donato come umile dimora i miei gentilissimi colleghi”. Sospirai appoggiando borsa e giubbotto sul divano. Joe si guardava attorno un po’imbarazzato. Anche io mi sentivo parecchio a disagio,sia perché non lo conoscevo,sia perché mi rendevo conto che più stavo con lui (e peggio lo osservavo) più cadevo in un tremendo ed ambiguo stato comatoso. Per il momento non avevo il coraggio di analizzare con profondità questa mia condizione per evitare di trarne conclusione altrettanto terrificanti.

- Hai perso la lingua?
- No… no… stavo…
- … guardando.. puoi anche toglierti la giacca…
- Ah ok… certo… dove..
- Divano.. non c’è molta alternativa…vuoi da bere mentre discutiamo?
- No,grazie… sono a posto…
- E siediti… non continuare a vagare.. mi metti angoscia..
- Va bene… (mentre aprivo il frigo e estraevo una lattina di birra… la prima bevanda che avevo comprato… la mia prima che mi era venuta in mente… notai che stava frugando fra gli scatoloni…)
- Ehy…
- Scusami… non volevo farmi i cazzi tuoi…
- Beh… (mi appoggiai al muro di fronte a lui,sorseggiando la bibita)… la prossima volta se vuoi farteli chiedimi il permesso,visto che ci conosciamo da ben 60 MINUTI…
- Afferrato il concetto,perdono… anche se un agente dell’FBI di solito non chiede il permesso per fari i cazzi altrui.
- Simpatica battuta…
- Non voleva essere una battuta…era una semplice verità.
- Ok,dai…avanti…
- Avanti che?
- Chiedi…
- Ma cosa?
- In quello scatolone ci sono le foto di famiglia,oltre a…. casini vari non identificati… visto che ho raccolto un numero imprecisato di oggetti in piena notte…
- Sì… sono foto… ho visto…
- E non dovresti chiedere… MA CHI SONO,BLABLABLA… fanno tutti così…
- Beh io non sono “tutti” e non lo chiedo…
- Però stavi frugando…
- Oh bè,non esattamente…
- Vabbè… (mi avvicinai a lui e spostai lo scatolone sedendomi sul divano…) qual è il piano?
- Dobbiamo infiltrarci in questa banda di mafiosi..
- Oh… sai ci ero arrivata!
- Come sei acida… bella e acida… che contraddizione…
- Non sempre… continua,dai…
- E… beh… devi trovarti un nome alternativo…
- Sai… anche questo non mi era per niente sfuggito..
- Ti va di piantarla o no?
- Non ho fatto niente…
- Se continuiamo così…
- Se continuiamo così COSA? Neanche mi conosci e ti permetti di trattarmi così?
- Quella che mi sta prendendo per il culo sei tu!
- E quello che la sta tirando per le lunghe sei tu!Non sono così scema da cadere nei giri di parole senza senso!Non sei un pivello senza esperienza,hai un certo passato nell’FBI,sai fingere molto bene e di conseguenza sai anche prendere per il culo in maniera oserei dire eccellente… quindi ti prego di dire ciò che TU SAI ed io NO… dobbiamo lavorare insieme e quindi dobbiamo cercare di raggiungere un certo rapporto civile… non dico feeling,ma almeno è necessario che ci sopportiamo l’alito…non trovi?
- (per tutto il tempo che avevo parlato il suo sguardo era rimasto fisso sui miei occhi… ed io avevo fatto di tutto per non manifestargli ciò che stavo provando,parlando a macchinetta,come mio solito in situazioni del genere… tentavo di guardarlo senza perdere il controllo,ma era più forte… poi sorrise… ed io deglutii in modo evidente…) Dunque…
- Ce la puoi fare sai?
- SE…
- ..TI LASCIO PARLARE,VA BENE. (sbuffai… lui ridacchiò…). SE QUESTA PRESA PER IL CULO DEVE CONTINUARE ANCORA,VEDI… QUELLA E’LA PORTA!ALZI LE CHIAPPE E TI APPROPINQUI AD USCIRE!
- Dobbiamo fingere di stare assieme.
- No… prego… temo di non aver sentito bene..
- Invece hai sentito benissimo. Esigenza di COPIONE…
- Certo,ed io sono l’Uomo Nero…
- Da dove cavi fuori tutta questa ironia?
- E tu? Come pretendi che io non ribatta in questo modo alle provocazioni di una persona che entra in casa mia,senza nemmeno conoscermi e si permette di trattarmi come se fosse mio amico da sempre? Come credi che mi senta? Sono stata svegliata in piena notte per correre qui e sentirmi dire che senza di me non può essere svolto un lavoro,che io sono fondamentale,che non posso continuare così,che devo tornare in agenzia,mentre io ho voglia di fare tutto il contrario? Come pensi che io riesca a reggere le sbanfate di un mio “collega”,che non si risparmia di prendermi in giro,nonostante non sappia un cazzo di me? E poi senza contare che devo affrontare questo,questo e quest’altro… fingere fingere,ancora fingere… un’altra missione… e non avrà fine,no,perché quando tornerò dalla mia famiglia e sarò convinta del fatto che nessuno più al mondo potrà distruggere la felicità della mia vita,arriveranno di nuovo loro ad implorarmi di tornare a fare quel cazzo di lavoro,che io odio,perché mi ha portato via… mi ha portata via… (e quando mi resi conto di ciò che avevo detto era troppo tardi…lo guardai per un attimo,passando nervosamente la mano fra i capelli… poi mi alzai,dandogli le spalle… non mi ero mai comportata così con nessuno,perché,solitamente,non mi espongo mai troppo con gli estranei,ma in quel momento lo feci,e sinceramente non so dire per quale motivo.. forse la rabbia,forse lo stress accumulato…o semplicemente LUI?)
- (quando lo sentii sospirare ed alzarsi provai un brivido… era come se avessi un impellente bisogno di qualcuno che mi ascoltasse,o che stesse semplicemente con me… e lui… lui… con quell’effetto che mi faceva… quella sensazione irresistibile di volerlo con me… anche senza sapere chi fosse… ne ero quasi sconcertata… io… che stentavo ad esprimere sempre ciò che provavo,che avevo sempre il massimo controllo,che non mi sbilanciavo mai troppo,che tendevo sempre a mostrare solo una parte di me…. non capivo più assolutamente nulla.. e quel silenzio mi rendeva irrequieta..).. Scusami. Ho capito che non è il momento.. io… io… abito qui vicino,quando ti va di parlare basta che bussi ed io ci sono…
- No no fermati… sono io… siediti… ho esagerato. Ti prego… (no…i suoi occhi no… non ero in grado di reggerli…perché non si stava sedendo e si avvicinava a me…)
- Capisco che tu sia incazzata. Io arrivo qui e ti rompo letteralmente i coglioni,mentre immagino che tu non abbia voglia nemmeno di sentir parlare di lavoro,nonostante tu sia qui. Però prima o poi dovremo affrontare questa discussione,no? Bisogna sempre prepararsi per una missione… (stavo tremando? No…nooo… sì invece. Cazzo. Che mi pigli un coccolone… quanto è bello… )
- Sì… (non riuscivo a dire nulla,stavo lì impalata… ripensando a quello che era appena successo… già la mente era confusa di suo,poi la sua presenza ostacolava il lavoro dei miei neuroni….)
- Cos’era quel “sì” morto? Peccato… non sono state confermate le cose che mi hanno detto su di te…
- Cioè?
- Ti hanno definita come energica,decisa…. Fin troppo testarda… e…
- Che ottimo ritratto. Sembro quasi finta….
- Beh… in effetti… la tua bellezza eccessiva potrebbe farlo pensare… (sorrise… ed io abbassai lo sguardo,per non mostrargli che stavo sorridendo anche io,ed arrossendo insieme…) e… comunque…. Dovresti pensare che se questa missione è stata affidata a te era perché ne avevi le capacità… e… so quanto può essere difficile lasciare la proprio famiglia… (sospirò,come se qualcosa di vero lo opprimesse…)… non voglio farmi ulteriormente i cazzi tuoi,ma comunque non è impossibile vederli… ci saranno occasioni…vi terrete in contatto…ma…bisogna che tu non dimentichi…
- … della loro sicurezza. Non c’è problema. Non me lo scordo. (l’immagine dei miei genitori,di mio fratello e la sua famiglia mi apparve davanti agli occhi… ed il solo pensiero che qualcuno avesse potuto far loro del male… e poi Eileen…così piccola… la gioia di casa… )
- Allora… ci… ci stai? In fondo no…
- Certo…
- Certo cosa?
- Gwen Ryan non si tirerebbe mai indietro… tu Donnie?
- (sorrise…) MAI.


IV.

- Sei perfetta.
- Scusa?
- Ti ho detto che sei perfetta.
- Che battuta!
- Ma sono serissimo!
- Ti prego… guarda come sono piazzata…mi sono vestita con le prime cose che mi sono capitate a tiro!!
- Ma sei bellissima!
- SMETTILA PER FAVORE!SONO IN UNO STATO PIETOSO…
- Non…
- SI E’VERO… mio Dio… guarda che capelli…
- Non continuare a girare per le stanze… mi fai venire il mal di testa…
- Oh,povero piccolo…Dove ho messo il mollettone…che…
- Sal…
- ..se non li raccolgo finisce male… che ore sono? Mio Dio siamo in ritardo…
- Sal…
- … devo ancora farmi l’impalcatura,poi dovrò ben mangiare qualcosa altrimenti svengo…e poi..
- SAL,CAZZO!
- Sì?
- Datti una calmata!
- Come faccio? Allora… non mi sono svegliata… ti ho aperto la porta QUASI in mutande ancora assonnata,dobbiamo incontrarci con un gruppo di mafiosi fra mezz’ora e devo ancora conciarmi in maniera almeno PRESENTABILE..
- Sal,non ho mai visto una donna più gnocca di te …
- Potresti ripetere?
- Non mai visto una donna più gnocca di te. Anche appena svegliata.
- (deglutii… guardandolo negli occhi… primo,per capire se era sincero… poi per tentare di trovare un modo di reagire alla sua affermazione… come era possibile che mi trovasse anche solamente “bella” nello stato in cui mi trovavo? Capelli spettinati, pantaloncini corti, canottiera, mega occhiaie ed espressione da ebete?) Hai mai visto una donna VERAMENTE gnocca?
- Qualcuna sì… ma non come te.
- (sospirai e mi chiusi in bagno.. ) Grazie comunque dell’affettuoso invito a ristrutturarmi la faccia da idiota che mi ritrovo in questo momento…
- Ma ero sincero! Non ti stavo prendendo per il culo…
- (borbottai fra me e me) Lo so… (ma a lui risposi) Non ti conosco ancora abbastanza per crederci.
- Grazie. E se la metti così allora… DATTI UNA MOSSA CHE DOBBIAMO LAVORARE…
- Dove cazzo sono il fondotinta ed il resto? … E COMUNQUE DATTI UNA CALMATA. NON CI METTERO’ MOLTO. Spero.

- Minchia!

- Cosa?

- No…dicevo… stai….bene… sì.

- Ho cercato solo qualcosa di decente…

- Cazzo… l’hai cercato bene direi…

- (gli passai accanto,afferrando la borsa ed il cappotto sul divano..) E’ solo un completo gessato, Joe… non eccitarti per così poco. Sono una donna normalissima che ha tentato di vestirsi elegante.

- Sì…solo…un…completo…

- Ti si è incantata la lingua? Andiamo… Non eri tu quello che aveva fretta?

- Sì… cioè… no… possiamo… aspettare anche… se ti va…

- (lo fulminai con lo sguardo,mentre abbozzava un ambiguo sorriso…) PER FAVORE…

- Calmati… Arrivo.

- Mm… bella macchina… (mi aprì la portiera per farmi salire…) Uhm… grazie….

- Sono o no un cavaliere?

- Certo… che lo sei…

- Allacciati la cintura…. (salì al mio fianco e mise in moto)

- Adesso mi dai anche gli ordini?

- Era un consiglio,non un ordine…

- Comunque non sono più una bambina… me la stavo allacciando…

- Sei suscettibile però… non so come faremo a recitare la parte di due che si amano alla follia…

- Potremmo anche fingere di essere due che stanno assieme E BASTA.

- Senti… ho fatto un chiaro discorso a quelli prima di venire qua,perché sapevo già tutto…

- ….ed avevi progettato già tutto… bravo bravo! Mi complimento con te…

- Aspetta! Fammi finire… E’necessario che ci comportiamo in una data maniera… non è uno scherzo,Sal… è un lavoro pericoloso e c’è in gioco la nostra vita…

- Lo so,questo non mi era sfuggito. Ciò che devo fare seriamente lo faccio SERIAMENTE.

- Da come parli non sembra..

- … perché non mi conosci abbastanza.

- Sarà la millesima volta che me lo ripeti da ieri. Lo so. Ho capito come gira. (fece bruscamente retromarcia… l’avevo fatto incazzare evidentemente.)

V.

Non disse più una parola sul serio. Forse avevo esagerato. Senza forse. Solitamente mi limito con gli estranei,ma lui aveva questo particolare effetto su di me. Mi rendeva terribilmente nervosa. Ho sempre saputo di essere irritante di carattere, perché spesso e volentieri contrasto gli altri,o per mie ragioni personali (di solito sono l’unica che ha da ridere quando tutti sono d’accordo) o per puro divertimento. E non mi dispiace nemmeno questo lato del mio carattere. Ma in quel momento mi infastidiva terribilmente averlo accanto a me e sapere che era incazzato. Stava guidando non troppo prudentemente: non ricordo con precisione la velocità,ma oscillava pericolosamente intorno ai 120 km all’ora. Certo, sull’autostrada è normale,ma non su un tragitto normalissimo,una strada di città, per di più abbastanza trafficata. Non glielo feci notare,per evitare di peggiorare la situazione e mi tenni il mio TERRORE per me. Non ho mai avuto paura dell’auto,ma l’espressione di Joe ed il suo modo di pigiare l’acceleratore non mi tranquillizzava per nulla. Tacqui fino ad un certo punto..

- AHHHHHHHH! CAZZO JOE! SEI PASSATO COL ROSSO! MA TI DA DI VOLTA IL CERVELLO?
- Ehy ehy calma… mischia! Ora è tutto posto… siamo qui,e prima eravamo…. Là…
- Che sagace osservazione…. Ma ti rendi conto di quello che hai fatto?
- Sì,come hai detto tu… SONO PASSATO COL ROSSO!
- Oh bene! Mi compiaccio… non so se comprendi ma… PUNTO PRIMO: abbiamo rischiato di rimanerci secchi in quella bolgia di macchine. PUNTO SECONDO: se ci avessero visto gli sbirri,eh ? Credi che sarebbe stato piacevole? Siamo sotto copertura, te lo sei scordato? E poi… PUNTO TERZO..
- … SONO UN IDIOTA,VERO? Oh sì,sicuramente è quello il terzo punto del tuo cazzettone,perché mi mancava un tuo insulto nel corso di questi dieci minuti!
- Ok ok… scusami..
- Hai detto seriamente “scusami”?
- Sì.. qualche problema? (sbuffai,voltandomi verso il finestrino… perché avevo pronunciato quella DANNATISSIMA parola?)
- Non avrei mai creduto che l’avresti detto….
- Non hai basi su cui credere o meno…
- Vabbè comunque…
- (mi schiarii la voce… si era leggermente calmato… almeno,così mi sembrava… la sua espressione non era più scura come prima… io sospirai molto forte…) Dove dovremmo andare?
- E’ un posto un po’ in periferia… ci vuole ancora…qualche…minuto… (mentre pronunciava queste parola mi toccò sulla spalla per voltarmi…io lo guardai negli occhi ed ebbi un brivido,che tentai di reprimere scostando con un movimento la sua mano,ma fu un vano sforzo… rimasi incantata dai suoi occhi per 10 secondi,fino a quando non mi accorsi che rischiavamo di finire in un fosso…)
- Joe… ATTENTO!
- Ehm sì… mi sono distratto un attimo… (si rivoltò nella mia direzione,ma fu uno sguardo rapido…anche se intenso… direi MOLTO intenso…)
- Mi stavi dicendo che non siamo ancora arrivati…
- Eh no…
- Nel mentre… spiegami la situazione….
- Quale?
- Joe… con chi diavolo mi troverò davanti?
- Oh sì… certo… beh… devi sapere che lì dentro… sai… in Cosa Nostra è tutto organizzato secondo precise regole… e poi c’è tutta una gerarchia…
- … salta le premesse che sono ovvie…
- Ovvie?
- Joe,la mafia non è nata ieri e,se permetti,ne saprò qualcosa…
- Hai ragione….
- Joe,vai al sodo…
- Sì… dunque….
- E GUARDA AVANTI…
- Perdonami… ma… (sorrise… e quel MALEDETTO SORRISO mi irritava in maniera smisurata…)… come ti ho detto sono distratto…
- (lo fulminai) … oltre a saltare le premesse,salta anche le tue allusioni.
- Era un’introduzione ad un complimento….. comunque… in seguito a vari eventi il … la…. “congegrazione”… oh,non guardarmi così,lo so che è un termine di merda,ma volevo trovare un sinonimo…
- OH… sicuro…continua….
- Dicevo… la … “congegrazione” si è sciolta.. avrai il piacere di avere a che fare con gente come Cliff Danieli, Ray Luceni, Joy Tiffani…
- Nomi interessanti… tutti italiani?
- Origine…
- Oh… l’Italia ne andrebbe veramente fiera…
- Eheh, beh in effetti… non sono l’esempio di rettitudine…
- No… ma comunque…. SORVOLIAMO… poi che altro hai da dirmi a riguardo?
- … poi c’è Jess Fay che mi sta veramente sul cazzo e lo prenderei a botte dalla mattina alla sera… vuole fare il boss ma è solo un ciccione pieno di peli… (scoppiai a ridere,divertita dalla realistica descrizione di Joe… )Non ridere,perché la situazione è veramente grave! Quello,ci scommetto quello che vuoi,ti metterà gli occhi addosso ed inizierà a fare le sue battute del cazzo “Me la passi,dai,solo per una notte” e minchiate del genere…
- NO PENSO PROPRIO CHE NON SI SOGNERA’NEMMENO DI FARLE…
- (sorrise) Ero certo che l’avresti detto..
- Qualunque donna lo direbbe….
- Non ti preoccupare… non mi lascio mettere i piedi in testa da un cazzone simile… loro stanno sotto di me e non si devono permettere di toccare la mia donna…o almeno… quella che ai loro occhi la è..
- No,ripeti l’ultima parte..
- Non ti toccheranno,perché per loro sei la mia donna…
- Oh,non quella… quella prima..
- Ah… che loro stanno sotto di me? (deglutii… “Nono,non può essere Sal…avanti…lui non è il…BOSS..”).. ti stupisci?
- …oh… no..cioè…tu…saresti…
- Il boss… esatto… e tu… beh,fai una parte importante…la donna del boss… non so se mi spiego… (rimasi un attimo bloccata da quell’affermazione… “cazzo,dovevi immaginarlo Sal… su… respira,avanti… riprendi fiato..”).. Sal…che faccia… ti senti bene?
- No… cioè…sì….
- Ti sei presa un mezzo coccolone,o sbaglio?
- No,ma… ffigurati!! (abbozzai un sorriso falso…)
- E’ per questo che hanno scelto te…
- Per cosa?
- Io lì sto in alto… è una situazione rischiosa… e tu mi puoi sicuramente aiutare a gestirla..C’è pericolo,ma c’è anche soddisfazione alla fine… (“Sta di nuovo per sorridere… io gli spacco quel dannatissimo e bellliss… musaccio che si ritrova!”)
- In che senso “soddisfazione”? Spero che tu non intenda il doppio senso molto sottile che io ho colto…
- No…cioè… io… allora… è bello lavorare nell’FBI…
- Insomma… dipende…
- … quindi le missioni portate a termine sono delle soddisfazioni..
- Certo.. ed io sono il Coniglietto di Pasqua!
- Credevo un’altra tipa di coniglietta…
- CRETINO! (gli assestai un potente schiaffo sulla spalla…)
- AHIA! Mi fai andare fuori strada..
- Mi prendi per una proietta, non è così?
- Ma no… no…era una battuta…
- … pesante e cretina! Anzi direi proprio STRONZA…
- Ma dai… su… Sal… era un modo per dirti che lavorare con te sarà molto piacevole…
- … come sfogliare le pagine di “Playboy”,vero? Ma che culturale riferimento signor Pistone! Mi stupisco… lei, così FINE…
- Ok… chiedo umilmente perdono… adesso non ne parliamo più che siamo arrivati…
- Cosa?
- Siamo qui….

Dopo quella conversazione sentivo che non ce l’avrei fatta sul serio.

VI.

Joe stava parcheggiando di fronte ad un capannone in aperta campagna. A dir la verità era piazzato davvero male: forse stavano progettando una ristrutturazione,per questo Joe mi aveva portata lì. Anche perché era inconcepibile che un’organizzazione criminale così ricca si riunisse in un catafalco simile. Sembrava il rifugio di un gruppo di bambini che vogliono giocare alla CasaDeiFantasmi.

- Bel cesso,Joe! Vi faccio i miei complimenti!
- Sal… non dire così… dobbiamo lavorarci sopra…
- Oh bè…

Il gruppo davanti al portone dell’edificio non era dei migliori. Uno era un tappo mingherlino, alto non più di un metro e sessanta, gli altri due erano abbastanza insignificanti,ma si atteggiavano a virili con il portentoso aiuto di una gomma da masticare in bocca, e l’ultimo era l’uomo che Joe avrebbe volentieri riempito di botte. Non aveva torto in effetti. Era un enorme ammasso di ciccia, con un sigaro in bocca, un enorme cappello ed un paio di occhiali da sole. Passeggiava avanti ed indietro,agitando nervosamente le braccia e parlando animatamente con il trio di bacucchi che gli stavano attorno e che,a quanto pareva,pendevano dalle sue labbra. Che scena sensazionale, assolutamente da non perdersi. Mi vennero i brividi al pensiero che avrei dovuto avere a che fare con gente del genere. Respirai profondamente mentre Joe spegneva il motore.

- Bene,questo è il momento di dare il massimo…
- Di cosa scusa?
- Delle tue capacità di attrice…
- Oh certo… (rivolsi lo sguardo verso lo specchietto retrovisore con notevole preoccupazione… “Cazzo Sal,sei veramente nella m-e-r-d-a!”)
- Perché ti sei spenta così all’improvviso? Insomma… dovrai solo fingere di essere perdutamente innamorata di me,abbracciarmi,sbaciucchiarmi e fare altre dolcissime effusioni timidi dei piccioncini…
- SOLO.
- Non so perché,ma nel tuo “SOLO” ho notato un po’di disappunto… giusto?
- Ah-ah-ah. La tua ironia mi fa venire i brividi.
- Non so perché,ma anche in questo caso mi sentivo che avresti risposto così….
- Sei perspicace.
- Sarà meglio che scendiamo…
- Non vedevo l’ora…

Mi lanciò un’occhiata che non interpretai all’istante,ma dopo capii che era un ammonimento del tipo “TiPregoFaiQuelloCheDeviFareSenzaProtestare”. Ma andava contro la mia natura. Avrei dovuto ingoiare quel boccone,anche se,nonostante tentassi di evitare quel pensiero, non mi sarebbe dispiaciuto così tanto… insomma… era la prima volta che lavoravo con uomo davvero affascinante… e… sexy… e dovevo sfruttare quell’occasione. Mi stupii di me,perché la mia mente malata stava davvero elaborando quei concetti dannosi. Ma era più forte di me. Il coma durante il quale il mio cervello aveva compiuto questo viaggio si dissolse all’improvviso quando Joe mi aprì la portiera e mi invitò a scendere..

- Gwen… tesoro… scendi..?
- Sì… sono qui…

Tutti gli sguardi furono puntati su di me. Iniziavo già ad essere nervosa. Ma Joe stava sorridendo ed era una speranza in più per resistere. Poi mi cinse la vita con un braccio ed io feci lo stesso. Imposi a me stessa di darmi un certo contegno e di fare quello che avevo sempre fatto da quando praticavo quel lavoro ovvero RECITARE.

VII

- Ma guarda chi si vede… Donnie! (oddio… che orrendo grassone… O_o e gli altri due non sembravano molto intelligenti…)
- Ehy… Jess… (Joe gli sorrise, molto tranquillo… mentre io non la ero per niente…).. Cliff.. Ray..
- Chi è questa bella ragazza? (il modo in cui mi guardò non lo descrivo, ma dal tipo si può facilmente dedurre…)
- La MIA ragazza… ehy gente.. MIA… ricordatevelo…
- Ok ok… nessuno te la tocca… ma avrà pure un nom..
- Gwen… (tesi la mano molto svogliatamente e strinse quell’ammasso di ciccia che aveva al posto delle dita…)
- Stupendo nome…come la persona che lo porta…ehy scusa Donnie…non volevo…
- Niente… basta che ti limita a questo.. (risata nevrotica. Molto.)
- Che ne dite se entriamo invece di stare qua fuori a romperci i coglioni?
- Ottima idea!

L’interno di quell’edificio non si presentava molto meglio dell’esterno. Era decadente,ma mi fidavo di Joe per quanto riguardava la ristrutturazione. C’era qualche divanetto sgualcito,un tavolo che una volta doveva essere un bancone di un bar, e qualche mobile altrettanto demolito. C’era delle gente seduta là, che Joe mi ha prontamente presentato, ma erano troppi per ricordarne i nomi. Oltre ad una rappresentanza notevole (e penosa come il luogo in cui stavamo) di sesso maschile c’erano tre donne, che qualche secolo fa venivano definite “sventurate”. Finemente. Ma mica lo erano tanto poi… se la spassavano nello scrocco,ecco cosa facevano. Lanciai un’occhiata molto eloquente a Joe; mi afferrò per un attimo la mano e mi calò lievemente la pressione. Cercai di mantenere la calma,anche perché stavo lavorando. Sicuramente aveva da discutere con quella STUPENDA GENTE con cui aveva a che fare. Io decisi di tastare il territorio per conto mio.

- Mi faccio un giro.. posso?
- (credo che abbia deglutito dopo la mia frase…) Certo tesoro…
- Torno dopo…

Mi guardai attorno per un attimo e mi allontanai da quel gruppo di “amici” di Joe che avevano già iniziato a fare i soliti commenti da uomini attempati insoddisfatti (non esplicito in quale campo). Una ragazza di colore fece segno di unirmi a loro. Erano tutte sedute accanto ad un tavolino, in un angolo della stanza accanto a quella dove ero prima. Sinceramente non mi allietava l’idea di unirmi a donne del genere,ma era il mio lavoro,ed avevo fatto anche di peggio. Mi avvicinai e notai quanto fossero tanto belle quanto sprecate in quel mondo che le univa. Mi sorrisero e mi fecero accomodare accanto a loro: io tentavo di mascherare il mio imbarazzo. La ragazza di colore si chiamava Lucille e sembrava quella più propensa al dialogo con me, poi c’era la bionda con l’aria da superiore ( ed ancora mi chiedo.. ma per che diavolo si sarebbe dovuta vantare), Jesse, ed una castana, con la faccia abbastanza incazzata, Gena.

- Sei nuova?
- (credo di avere assunto un’espressione fra lo stranito ed il preoccupato..) Ehm.. in un certo senso.. ( se mi stavano confondendo con una di loro si stavano sbagliando di grosso… e per me non era per niente piacevole…)
- Ehy…. No Lucille… è la ragazza di Donnie… ( perché i miei occhi si illuminarono del panico più profondo in quell’attimo?)
- Sei tu? (dopo essersi voltata verso l’altra, tornò a guardarmi..)
- Sì… sono.. io… (ripensando al falsissimo sorriso che mi stampai sul volto mi faccio pena.. ) Gwen…
- Tranquilla…. Non te l’abbiamo toccato.. nemmeno sfiorato…
- Anche perché lui non ha mostrato mai alcun interesse per noi…. Non devi preoccuparti…
- Ah no.. ma.. io mi fido… (“Oh mio Dio… non credo di riuscire a reggere una situazione del genere..”)
- Davvero? Meglio per te… sei fortunata a non essere gelosa…
- Cioè.. sì.. mi da fastidio, è logico, ma so benissimo…
- … che lui è pazzo di te? Sapessi… ne parla sempre da un po’di tempo a questa parte… da quanto tempo state insieme?
- Mmm.. poco,non molto… ( “Cristo.. Joe.. se mi avesse detto con precisione cosa aveva detto di me, o almeno, del personaggio che mi aveva creato attorno, per evitare di inventare qualcosa in contraddizione con la sua versione..”)
- Lucille… l’aveva anche detto..
- Sì.. ho la memoria corta… scusami se ti faccio tutte queste domande… ti danno fastidio?
- No… figurati…. Niente…
- Davvero? Sai perché Donnie.. è un uomo… interessante… insomma…
- Lucille sta cercando di dire che gli abbiamo messo gli occhi addosso e che non è facile toglierglieli ma dobbiamo, anche perché ora ci sei tu..
- No ti assicuro che non te l’abbiamo toccato.. non temere..
- (“Che cazzo dico ora? Devo fingere di imbestialirmi o posso rimanere calma e ridacchiare come un’idiota?”) Ok,ok ragazze… ho capito… niente paura… non vi assalirò, non vi prenderò a pugni, sono calmissima. La situazione è chiara, non c’è bisogno che continuiate a ripetere le stesse cose… (“Sono stata credibile? Ma perché il peggio tocca sempre a me?”)
- Ehy… ti avrei creduto meno comprensiva… mi aspettavo che mi avresti finita..
- E per quale motivo?
- Beh.. di solito gli apprezzamenti di estranee al proprio ragazzo non fanno piacere…
- E’normale notarlo, come è normale esprimere una propria opinione… basta che ci si limiti a quello…
- Ragazze, ve l’avevo detto che non è una santarellina come sembrava…
- Cosa? (“Ok, non iniziare a surriscaldarti… Sal, conta fino a dieci e se è il caso fino a dieci e mezzo…”)
- Dai.. Gwen… Gena non sa parlare…
- Io non so che?
- Tappati la bocca e lasciami finire la frase.. (“ Che bello Sal! Stai per provocare una rissa fra prostitute! Ottimo come primo giorno di missione!”) Intendeva dire che a primo impatto non sembravi una adatta a Donnie… cioè… non è che siamo noi a stabilire chi è più giusta per lui,però sembravi il suo tipo… una che riesca a tenergli testa,capito?
- Le vostre impressioni non corrispondono alla realtà… non sapete nemmeno minimamente quanto vi stiate sbagliando.. (“ Non lo sapete proprio,no..”)
- Bene… siamo contente di questo… non ci piacciono le gattemorte… ma i tipini con del carattere…
- … le ragazze con le palle…
- Jesse.. che? Ti metti a farmi da coda?
- Oh mio Dio, scusami, ti prego….
- (in fondo erano divertenti… mi scappò un sorriso..) Non prendermi per il culo.
- Ma non..
- Certo. Certo. Scusale…
- Ma di cosa?
- Fanno le cretine, sono sempre così…
- E’ il nostro lavoro che ci porta ad esserlo,forse. E forse non dovremmo neanche parlare con una ragazza del genere, che non sa neanche chi siamo e soprattutto non sa un cazzo della nostra vita… (Jesse si alzò e se ne andò…)
- Lasciala perdere… nessun problema…
- Fa sempre così… (scossi la testa come per dire “No problem”, anche se in realtà stava per venirmi un esaurimento nervoso…)
- Torniamo a te… (Lucille mi guardò e iniziò a toccarmi i capelli..) Gena, non trovi che siano splendidi?
- Sì… davvero..
- Ho sempre voluto un colore del genere…
- Grazie… (“Che cazzo posso dire?”)
- Sono i tuoi?
- Sì sì…
- Donnie l’avevo detto..
- Oltre al resto anche quello..
- (“RESTO? RESTO DE CHE???”) Cosa ha detto di me, Donnie?
- Non è che l’abbia detto esattamente a noi… ma noi abbiamo spiato…
- Ha decantato per svariati minuti quanto fossi bella e..
- .. i soliti commenti. (“COMMENTI DE CHE???? Oddio … questa me la paga..”)
- Ah… capisco… non mi aveva detto niente…
- Beh.. spesso non si dicono queste cose…
- Ma almeno vuol dire che è innamorato… Ed adesso non dirmi che pensavi che avesse parlato male di te? Impossibile!
- No,no per carità… non me l’aspettavo…
- Beh, a me fa farebbe piacere.. a te no?
- Sì sì certo che mi fa piacere, però non me l’aspettavo, tutto qui.. (“Ma che cazzo va a fare il signor Pistone? Quanti ceffoni si merita? Un’infinità… Non vedo l’ora di darglieli… uno per uno.”)
- Cosa non ti aspettavi?
- (“Guardatelo che arriva! Lupus in fabula… che nervoso… il suo faccino sfacciato si presenta al momento meno opportuno”) Stavamo appunto parlando di te,Don…
- In bene o in male? (“ .. e si stampa anche in faccia quel sorriso da prendi-per-il-culo… ok, Sal, devi contare fino a undici almeno…. Quella cicca in bocca non dico dove gliela manderei..”)
- Se ti dicessi in male? (sorrisi e gli lanciai un’occhiata eloquente che lui accolse immediatamente.. “preparati alla tempesta, Pistone…”)
- Oh… ti crederei eccome… (sorrise ancora… ) Andiamo, dai..
- Dove?
- Ti porto a fare un giro… e poi a casa… ( e le “ragazze” potevano risparmiarsi l’ “OOOHHHH” di sottofondo… mi alzai e mi diressi verso di lui.. “quelle sue dannatissime mani potrebbe tenerle giù dalle mie spalle..”)
- Ci ha fatto piacere conoscerti, Gwen…
- Quando vuoi torna pure…


VIII

- Ehy cazzo.. Sal.. mi hai distrutto una guancia.
- Era la mia intenzione principale…
- … e poi ci mancava poco che mi mandassi fuori strada…
- Oh certo…SCUSAMI…
- Dai…non ho fatto niente di male… serviva per lavoro…
- Oh certo… SCUSAMI…
- Ho solo parlato di te… cioè… sì… capito,no?
- Oh certo.. SCUSAMI..
- Hai reimpostato questa frase?
- Sì, VA BENE?
- Calmati!
- No,non mi calmo per niente! TU e quei dannatissimi stronzi dei miei colleghi sapevate già tutto..
- Sal…
- … che avrei lavorato con voi, che cosa avrei dovuto fare…
- Sal..
- … che mi avreste svegliato nel bel mezzo della notte dall’altro lato dell’America e mi avreste di nuovo allontanato dalla mia famiglia..
- Sal..
- … e vi siete costruiti tutto per bene,giusto? Molto bravi, ottimo lavoro! Peccato che avete trascurato il PICCOLO particolare di informare l’interessata,giusto? Ma non importa intanto lei sopporterà pazientemente…
- Sal..
- … si farà il culo come al solito, diventerà isterica…. E gli altri cazzeggieranno amabilmente… una gio.. ( tentò di mettermi a tacere, bloccandomi la bocca con una mano,ma io feci per mordergliela…)…
- Cazzo… sei violenta! Non c’è un modo per spegnerti?
- NO,VA BENE. SONO ACCESISSIMA…OK??
- (sorrise… in quel modo… ma doveva sempre trovare un doppio senso in ogni frase che pronunciavo?) Wow…
- (intesi immediatamente e scesi infuriata dalla macchina, decisa a non risalirci più… lui ovviamente mi seguì…) “Wow”… certo… maiale che non sei altro… proprio una missione con te dovevano affidarmi…
- Ehy ehy… Dove hai intenzione di andare?
- Per i cazzi miei…
- E non borbottare!
- BORBOTTO FINCHE’ VOGLIO… ( mi voltai verso di lui… e lo guardai negli occhi… )
- NON URLARE!
- LO STAI FACENDO ANCHE TU. ( mi bloccai per un attimo… ne avevo fatta della strada in pochi secondi… quando sono furiosa tendo a camminare più velocemente… rimanemmo a fissarci, lui ad una certa distanza di sicurezza da me, perché si era reso conto che non conveniva per lui avvicinarsi a me…)
- Ok.. ok.. armistizio?
- Armistizio un cazzo! Ti rendi conto?
- Di cosa?
- Di quello che hai fatto.
- Cosa ho fatto? Il mio lavoro…
- Senza avvertirmi..
- Credevo lo sapessi…
- Certo… mi ha avvertita Mary Poppins l’ultima volta che è passata per il thè a casa mia.
- Dai Sal… su… non è niente…
- …di grave? No… non hai solo informato di CERTI PARTICOLARI la persona con cui hai appena iniziato una missione…. Come primo giorno assieme è andato bene,vero?
- Non è ancora finito su…
- (mi voltai e continuai a camminare..) Ciao.
- Ciao?
- Sì. Ciao.
- Non tornerai a casa a piedi!
- Certo che sì.
- Sal.. per favore….
- Ti ho detto CIAO. (sentii che indietreggiava e che saliva in macchina,ma non mi girai verso di lui… la macchina si stava avvicinando fino a che non arrivò a fianco a me…)
- Avanti,sali.
- No.
- Sal… per favore..
- (non ero intenzionata a guardarlo…) Mi implori ora?
- Sìì…
- (sbuffai e fui costretta a guardarlo in faccia.. sembrava serio… sembrava.) Penso che ti farai tutta la strada sino a casa a questa velocità.
- Potrei anche farlo… da sola non ti lascio…
- Che gentiluomo…
- Ehy… A Miss Mi-incazzo-facilmente è scappato un sorriso…
- Cosa? Come mi hai chiamata? E non sghignazzare. (mi bloccai e lui frenò…)
- Dai… sto scherzando…. ( aprì la portiera ed io mi scansai per non ritrovarmela in faccia….) Avanti… ( mi guardò negli occhi… ed a me prese veramente male per la prima volta… il suo mezzo sorriso… sospirai forse per non farmi accorgere che la mia situazione interiore stava degenerando ed a testa bassa tornai al mio posto,accanto a lei….)
- Oh… ma quanto c’è voluto per convincerti….
- Ero stremata dalla tua insistenza…
- Certo. Guarda abbiamo Mary Poppins dietro… vorrà dell’altro thè…
- Idiota… ( lui sorrise e rimise in moto…) E’ stato divertente però.
- Per me no.
- Sei ancora incazzata? Ma non mi dire… dai…
- Sì. Ti dico invece.
- Ohhhhh… allora il problema è grosso..
- NON RICOMINCIARE A PRENDERMI PER IL CULO!
- E TU AD URLARE… (scoppiò a ridere…) Oddio… come faccio a stare serio con te? Per poco prima non morivo…. Quando cammini infuriata sembri un militare e pesti i piedi… oh cazzo… sei unica, Sal.
- (lo stavo fissando..) Fingerò di non aver sentito nulla.
- Ma dai… era un complimento.. non te la prendere per tutto… ( appoggiò una mano sulla mia… ed io rimasi per qualche secondo a guardarla ed a cercare di capire perché avevo sentito una sorta di brivido scendere giù dalla schiena… poi la scansai…)
- Andiamo a casa. Sbrigati.
- Ai suoi ordini,capo. (e sorrise di nuovo… era così sicuro di sé e la cosa mi faceva innervosire … troppo.)

IX

- Allora… di che avete parlato?

Eravamo seduti sul divano della mia provvisoria e alquanto disordinata casa. Aveva i gomiti appoggiati sulle ginocchia e si stava scompigliando i capelli,in un gesto alquanto nervoso. Io lo osservavo tentando di trattenere il sospiro naturale che il mio corpo imponeva. Era davvero bellissimo, quel bello particolare,affascinante,che ti lascia senza respiro,né parole. Non avevo mai incontrato nessuno così. Alzò la testa e mi guardò; io arrossii leggermente, per quello a cui stavo pensando. Per fortuna non se ne accorse..

- Mi hanno chiesto di te,ovviamente…
- E.. tu… cosa hai risposto?
- (sorrise… -__- ma che rabbia incontenibile..) Beh… tante cose..
- Tante cose… CHE?!
- Ehy ehy calmati… Ho parlato bene di te… (èmegliochenondicachecosafeceinquelmomento -_____-)
- Immagino…
- Dai.. mica ti starai incazzando anche per questo?
- No,tranquillo… non sono così facilmente alterabile… ( ehm… -_-)
- Comunque diciamo che ti ho un po’presentata e non ho fatto fatica a dipingere un ritratto perfetto di te…
- (lo guardai per un po’,poi accennai ad un sorriso.. ) Grazie,..
- (ricambiò il sorriso..) Dovere…
- Ma intanto non mi dici cosa?
- Ehy pretendi troppo!
- E modera il tuo uso delle risatine sarcastiche!
- Non ne posso fare a meno!
- (sospirai…)Il mio rapporto con te sarà sempre così disumano?
- Spero proprio di no…anzi sono sicuro che evolverà nelle migliori delle relazioni…
- I tuoi doppi sensi non mi sono di gradimento… Ora ridacchi… vedi… ti conosco da poco e già non ti sopporto!
- Un giorno o l’altro,quando ti innamorerai di me,rimpiangerai queste parole… ( questa sua frase mi sconvolse… mi voltai verso di lui e lo guardai profondamente negli occhi… deglutii ed oltre alla saliva tentai di mandare giù anche il nodo che si era formato all’altezza della mia gola.. sospirai,mentre il criceto del mio cervello tentava di rialzarsi dalla tremenda caduta… i pensieri si stavano affollando nella mia mente… ero in stato di shock.. mi scompigliai un po’ i capelli per allentare la tensione… lui stava DANNATAMENTE zitto, come se avesse afferrato il trambusto che aveva provocato nel mio “fragile ego”,come avrebbe detto mio fratello -____-)
- Non.. dire stronzate,per favore.
- (non lo stavo guardando ma immaginai che avesse sorriso.. poi all’improvviso cambiò argomento con un’abilità incredibile -_____-) Ed ora dimmi che hai scoperto d’interessante tu…

Irrecuperabile? Abbastanza.

X.

- Diciamo che Donnie ti ha presentata molto bene…

Quel suo sguardo mi infastidiva. Mi rendeva tremendamente nervosa. Fay mi stava squadrando,come se non avesse mai visto una donna in tutta la sua vita. Neanche indossassi qualcosa di tremendamente provocante.. Ma lui era così ostinato: 10 minuti di interrogatorio su di me e Joe,al quale avevo tentato di rispondere usando tutta l’astuzia possibile. Oltre ad essere furiosa con il mio collega,che in teoria avrebbe dovuto essere con me in quel momento,ma avevo altro da organizzare all’interno di quel casino in cui mi ero volontariamente cacciata. Era solo quasi una settimana che lavoravo in quel piccolo mondo,ma ne avevo già viste di tutte i colori: i reati nei gruppi mafiosi sono il pane quotidiano. In tutti i modi avevo evitato Jess,perché la sua presenza mi faceva rabbrividire. Non è che le altre persone con cui ero a contatto fossero l’esempio dell’integrità,ma almeno non mi facevano sentire così. Non è che avessi paura di lui,ma preferivo non essere “onorata” della sua presenza. E quel cretino con cui mi avevano “accoppiata” in missione mi aveva lasciata sola con lui. Non poteva sapere cosa provassi io,perché ero molto restia a parlargli di me,ma l’immaginazione non gli mancava e non era necessario avere un cervello da premio nobel per capire che Fay era una sottospecie di maniaco. Joe stesso l’aveva detto,fra le righe, nei suoi discorsi contornati da una serie di soavi vocaboli come “merda” e “cazzo”. Sospirai,passando una mano nei capelli per l’ennesima volta.

- Eh già…
- Non ti va proprio di parlare con me,eh? Mi rispondi come se ti stessi sul cazzo…
- Non parlo molto di me…
- Che peccato… scommetto che avresti molte cose da dire… (“ma che cazzo si sorride con la pancia enorme? Mi fa troppo ribrezzo.. -__-)
- No,non molte.
- Vedi,tesoro,liquidi sempre le ris..
- Non penso che sia il caso che mi chiami tesoro.
- Perché? Dai è un vezzeggiativo..
- Non amo che gli estranei usino vezzeggiativi.
- Dai! Io non lo sono… sono un amico… (si stava avvicinando a me… ed io mi spostavo altrettanto rapidamente..)
- No. (lo fulminai,ma non capiva…)
- Mica mordo se mi avvicino a te…
- Preferisco di no.
- Cos’è questo atteggiamento eh?
- Quale?
- Non è un leccaggio di culo?
- Cosa…? (mi stavo pericolosamente alterando..)
- Sei fedele?
- Certo che sì! Che discor…
- Potresti anche lasciarti andare un po’,non si tratta di tradirl….
- Amore,andiamo?

Joe era tornato e si era avvicinato a noi al momento giusto. La frase che stava per terminare Fay mi aveva resa molto più che nervosa. Ero sbiancata e lo guardavo in quei viscidi occhi, tremando di rabbia. Tentavo di non pensare a cosa stesse per insinuare,ed a cosa intendesse dire. Deglutii tentando di calibrare i miei sentimenti senza ottenere molto come risultato. Come riuscire ad affrontare di nuovo quell’uomo? Perché avevo paura? No,non avevo paura,non avevo paura di lui. Non avrebbe potuto farmi nulla,mi sarei difesa. “Sal,calmati… non pensarci,e soprattutto non dirlo a Joe…taci. Non coinvolgerlo. Sarebbe la cosa peggiore da fare”. Sentii una mano che afferrò la mia e,così presa dai miei pensieri,mi spaventai e sussultai.

- Ehy.. Gwen… ti ho spaventata? (Joe rise,ma per me non era divertente…strinse la sua mano fortissimo… non me ne stavo rendendo conto ma gliela stavo stritolando….)
- Eh già…
- Di che stavate parlando?
- Niente, Don… parlava di te…
- Mi sembra il minimo.. (sorrise e colse l’occasione per baciarmi. -___- non è che fosse così torturante sopportarlo,ma avrei preferito evitare. Quella parte mi stava stretta…)
- Modesto,eh? (quanto lo pensavo veramente..)
- Solo un pochino… (ma che cazzo aveva da sorridere quel maniaco? Falso ipocrita bastardo…)
- Eh Don… tu con le donne ci sai fare ma non come me…
- Modesto anche tu,Jess eh?
- Ehy Boss… non era un’offesa… non sia mai…
- La prossima volta la prenderò come tale…


- Ma che cazzo voleva quel ciccione? “Eh tu con le donne ci sai fare ma non come me”… ma vaffanculo! (simulai una risatina,anche se il pensiero fisso di prima mi stava facendo gelare il sangue nella vene.. ) E tu non provare nemmeno per scherzo a ridere!
- Dai! Ho solo accennato ad una risatina… ( tentai di mascherare il fatto che avevo deglutito paurosamente… “Nonhacapito,checulochehaioggi Sal!”)
- Mmm… non mi convinci…
- Devo convincerti… “Sono la tua ragazza” … e blablabla.. (gli sorrisi… ok,stavo spudoratamente tentando di cambiare per evitare un argomento che non volevo approfondire,anche inoltrandomi in discorsi altrettanto-se non più-pericolosi… -___-)
- (ricambiò il sorriso… e giuro che ci avrei scommesso milioni che l’avrebbe fatto…) Questo me l’ero dimenticato… allora.. beh… (provò a circondarmi le spalle con un braccio per abbracciarmi,ma io mi scansai…) inizia a piacerti…. Nonostante mostri il contrario..
- Perché in ogni momento in cui mi dimostro benevola nei tuoi confronti tu cerchi di fare qualche stronzata?
- Dai,volevo solo abbracciarti… non è un reato….dopo quello che hai detto… insomma…
- Joe,non aveva alcuna implicazione di tipo sessuale quell’affermazione,nessun doppio senso,nessuno sporco gioco di parole..era solo una battuta… ok?
- Peccato…
- (mi bloccai e lo fissai…) Se fossimo in macchina ti obbligherei a fermarti per farmi scendere,ma siamo a piedi,su una normalissima strana,quindi potrei benissimo iniziare a correre o camminare così velocemente che tu non potresti più raggiungermi..
- Dai,Sal,per favore… non iniziamo a litigare,stavamo parlando d’altro… abbiamo raggiunto una sorta di compromesso… diciamo… un armistizio,ok? Questa settimana con te è stata bellissima e divertentissima, è andato tutto bene, più tardi abbiamo la riunione con gli altri… non complicare tutto!
- Non sto proprio complicando niente!
- Invece sì! Te la prendi sempre non appena inizio a fare certe allusioni!
- Non dovrei? Dovrei starci?
- Sarebbe piacevole…
- (mi si infiammò il viso che assunse il colore dei miei capelli… poi mi voltai ed iniziai a marciare per distaccarmi da lui,urlandogli dietro..) Visto di solito ti piace sentirtelo dire “Faròfintadinonaveresentitonulla”…
- Dai… non fare così…( mi corse dietro e mi afferrò il polso… mi bloccò la circolazione,ma non solo… il mio cuore si bloccò per un secondo o due… quella stretta,così all’improvviso..la sua stretta… la sua mano… una sensazione così strana… fisicamente non molto piacevolmente,ma psicologicamente avrei potuto sopportare quella tortura ore ed ore… mi voltai lentamente e lo guardai negli occhi… per un attimo sentii tremare le gambe,ma convinsi me stessa che era solo l’impressione di quel momento.. che le mie gambe non si stavano per sciogliere…. Abbassai lo sguardo,fissando le sue dita che stringevano le mie ossa…. Lui comprese,ed allentò un po’ la presa… respirai profondamente ed interruppi quel momento che preferivo non durasse a lungo…)
- Per quanto tempo ancora hai intenzione di provarci con me?
- Almeno fino a quando non ti innamorerai di me… (sorrise e mollò la presa… io rimasi a fissarlo per almeno venti secondi,con un’espressione anonima,che non trasmetteva nulla… come se mi fossi fissata su un punto impreciso nel vuoto… ero come bloccata…ogni volta che ripeteva una frase che conteneva il verbo “innamorarsi” io entravo in coma.)
- E… chi ti dice che succederà?
- Succederà eccome. Succede sempre.
- (deglutii ancora… la saliva non voleva diminuire di quantità.. mi tormentai una ciocca di capelli,guardando in basso,poi di lato,ed incrociando i suoi occhi,ma solo per un momento,per timore che avrebbe capito che ero nella più totale confusione..) Sempre…quando?
- Quando si incontrano due persone come me e te. Così tremendamente UGUALI…
- Uguali? (ricominciò a camminare ed io fui obbligata a seguirla,anche se odiavo fare una cosa perché in qualche modo me la imponeva lui..)
- Non l’hai notato?
- Cosa?
- Una settimana che lavoriamo assieme… una settimana che torniamo a casa alla stessa ora,parliamo,cazzeggiamo,ci insultiamo,ed alla fine torniamo ad un dialogo civile.. e non ti sei accorta di quanto,in fondo io e te ci somigliamo?
- (ci pensai,ed in effetti non aveva torto… lo stesso linguaggio,lo stesso atteggiamento,spesso facevamo anche gli stessi gesti…ma dargliela vinta era contro il mio istinto…) No…
- (mi lanciò un’occhiata che non seppi interpretare…) Tu hai capito benissimo a cosa mi riferisco,ma darmi ragione non è esattamente la cosa che ti va più a genio,quindi…
- Comunque le tue sono solo stronzate.
- Oh no! Le tue dell’altra sera erano stronzate… mi hai detto che uno sporco opportunista stronzo voltafaccia,solo perché avevo sbirciato mentre ti cambiavi!
- … ( mi stavo trasformando in un drago.) Ok chiudiamo questo discorso.
- Non chiudiamo un cazzo,ora finisco il mio ragionamento…
- Ohhhh che due…
- … coglioni,sì,va bene…. Io ti sto sempre a sentire… avrò un secondo fine… però… nono,ti prego,non guardarmi così,solo perché ho fatto questa battuta… continuo quello che stavo dicendo… quindi.. beh… finisce sempre in un certo modo quando si conoscono due persone come noi.
- Questo lo dici tu.
- Ne riparleremo fra un po’…. (sorrise,e mi guardò… io espressi solo disappunto sul mio viso,e lui ridacchiò fra sé e sé… poi smise di ridere e divenne più serio..) Comunque se quello stronzo di Fay ci prova ancora con te,lo riempio di botte fino a ridurlo a tante piccole polpette di merda.

Ridacchiai ancora,ma in realtà mi si stava gelando il sangue.

XI.

“Merda.” “Che c’è Sal?” “Mi sono accecata?” “Per forza,ti stai mettendo la matita mentre io sto guidando su una strada dissestata!” “Vyn… TROIA EVA,HAI PIGLIATO UNA BUCA IN PIENO!” “Scusami…non potevo fare a meno.. è pieno di buche!” “Hai ragione,in effetti…” “Ma perché i rave li fanno sempre in posti inculati?” “Non chiederlo a me… io non ci volevo andare… sei tu quella che mi ha trascinato!” “Esperienza nuova,tesoro mio! Insomma… si conosce nuova… siamo all’ultimo anno del liceo e…. aaaaaaa buca a ore due…. Iuuu evitata… e… beh…non abbiamo ancora avuto una storia seria..” “… cavolo! Il mio naso enorme…i miei capelli senza senso e…” “GUIDA VYN CHE MI VAI IN FOSSO!!” “Scusa…” “Non scusarti… e comunque hai evitato il discorso… non come eviti le buche..” “Ti sei accecata?” “non importa se mi sono accecata o no,importa che tu segua il mio discorso!” “Cosa vuoi che ti dica? Ok! Intanto non ho molta fortuna con i ragazzi!” “Smettila!” “Sal.. è vero… lo sai…non piaccio a nessuno.. sono grassottella,brutta e timida.” “Le più grosse stronzate mai dette da qualcuno che conosco come te.” “Quindi la tua affermazione si limita solo a me” “Esatto,sei veramente sagace,tesoro.” “Sono verità” “No” “Sal,per favore,non continuiamo questo discorso,ok? Non mi va….” “Non devi fare così,Vyn… non puoi… tu non..” “Sal…GRAZIE”.

- Stai di nuovo pensando a qualcosa che non mi vuoi dire?
- (la voce di Joe mi riportò alla realtà… devo dire che in quel periodo erano troppo numerosi i flash back e non potevo controllarli… questo mi spaventava perché avevo appena superato un problema e non era mia intenzione ricaderci…) No… in realtà stavo pensando che questa strada non la asfalter….cazzo… anno mai…
- Scusami per la buca…
- Niente. Non sei l’unico che non riesce ad evitarle..
- Cosa?
- (sospirai…) Niente,lascia perdere… (osservai il paesaggio non molto interessante fuori dal finestrino. Campagna vuota,deserta. Una o due casupole malconce. Chiusi gli occhi per un attimo tentando di recuperare il mio pensiero felice, usando quel masochismo così insistente che mi caratterizzava. Ma Joe mi interruppe,ed anche se mi infastidì, fu la cosa migliore per me.)
- Vero che ci facevano i rave qua attorno?
- (mi voltai verso di lui,con un sussulto al cuore..) Sì…
- (sorrise) Allora stavi pensando a quello… chissà quante ne hai combinate…
- Oh piantala,cretino! (ridacchiò fra sé e sé… ma che cazz -___-..)
- Vabbè dai… stavo scherzando… (mi sfiorò il braccio… e provai di nuovo quel brivido… tanto odiato,quanto desiderato…) Ci sei stata tu?
- Dove? Ad un rave?
- Sì… non puoi negare!
- Infatti non nego…
- Ohhh! Allora non mi sbagliavo…
- No,non ti sbagliavi…
- E ti sei divertita?
- (“ Ehy Vyn,siamo circondati da drogati! Non ti senti fiera di essere qui?” “No.” “Ok,scusa ti ci ho trascinata io.” “A te piace,Sal! Tu bevi,ti diverti e resti sobria. Io se sorseggio anche un solo goccio di quella roba inizio a dire rosari di parole senza senso!” “Non ti ho mai vista così… oh cazzo… TU SEI STATA COSI’ SENZA DI ME? MALEDETTA GIOVINE!” “Sal…non sono stata così,ma lo so.” “Eh no… non te la sbrighi così,non puoi sapere senza che la tua pelle abbia sperimentato l’abisso dell’alcol..” “Ti prego Sal,le luci psichedeliche ti alienano!” “Ma va! Sono sempre così!” “Lo so..” “… e non farmi quel sorriso compassionevole!” “Non era compassionevole!” “E che cos’era?” “Un sorriso per dire alla mia pazza preferita che le voglio bene,e che non importa dove siamo ora,ma la cosa più importante è che siamo insieme e che… dobbiamo stare alla grande.” “Ti prego,Vyn,non mi commuovere…” “Ho detto solo la verità.” “Chissà perché quando dico la verità io ridi e quando la dici tu mi viene il magone.” “Non significa che non lo apprezzi. Tu sei il mio clown.” “Grazie.” “Eh dai,Sal! Lo sai benissimo che non ti ho mai presa in giro per farti del male… e quando dici cose serie ti ascolto..” “Almeno tu…” “Ora ascolta me ed andiamo a ballare..”) Sì… tanto… (deglutii per fermare le lacrime e ci riuscii molto bene. Ormai ero abituata. Joe mi stava scrutando, in quel suo modo che impone una qualche reazione.. Non puoi lasciare senza soddisfazione quei due occhi……)
- E… ?
- Niente.
- Non sembrava che il tuo pensiero finisse lì.
- Invece sì… ma perché? Riesci a vedere i miei pensieri?
- Oh sì,certo…
- Ti chiamerò Merlino allora…
- Sal…. Riesci ad essere seria per un secondo?
- Lo stavo chiedendo a te…
- Ok,non ti va di parlarne. Vuoi tenere nascoste le tue baldorie giovanili! (sorrise… e voltò in direzione di quell’edificio che avrebbe scatenato in me molti più ricordi del previsto.)
- Esatto! (lo guardi e gli feci una smorfia con la bocca e lui ridacchiò divertito..) Vedi,quello che non mi prende sul serio sei tu.
- E come faccio?

Sorrise ancora,parcheggiando la macchina in uno spazio davanti al luogo di riunione del nostro gruppo. Mi chiesi proprio perché lì. Involontaria tortura psicologica,ma comunque TORTURA.

XII.

- Ma guarda chi si vede! La nostra coppia del mese!
- Oh! Toh! Simpatia-Portami-Via Numero 1,2 e 3, ed il resto dei collaboratori!
- Sei già alterata in partenza?
- No! Ma come avrei dovuto rispondere ad una provocazione del genere?
- Va bene,ok,lasciamo perdere…. (Clive si alzò e si diresse verso la mini cucina che avevano adattato al luogo in cui ci riunivamo e ci portò due cartoni e due lattine…) Questa è la povera cena che abbiamo…
- Pizza e coca? Più che sufficiente per il mio stomaco!
- Si accontenta di poco..
- Tranquillo Joe,abbiamo già sperimentato…
- (sospirai,e guardai in direzione di Marcy,una del nostro gruppo,che sta parlando con composto signore che aveva oltrepassato i cinquanta,brizzolato,magro,con gli occhiali… iniziare a sentire puzza di bruciato… lanciai un’occhiata a Joe,mentre apriva la lattina,ed abbassò lo sguardo,interpretando il mio sospetto… “Oh mio Dio,Sal… stai per fare una delle cose che odi di più fare,ma è necessaria…”) E lei,che ci degna della sua presenza… chi è?
- (Joe soffocò una risata nella bevanda… sì,mi sentivo io stessa abbastanza ridicola,ma non mi trattenevo più… doveva fare la mia piccola figurina di merda del giorno -_-) Sono il sovrintendente della vostra sezione, Ronald Jefferson…
- Piacere… (tesi la mano,non molto fiduciosa nel volto di quell’uomo,ma comunque non lasciai volare via la speranza…) Salyans Matthews, ma può chiamarmi Sal..
- Mi è stato detto che sei una giovane molto talentuosa.. ( rimasi di stucco… mi voltai verso i miei colleghi,con aria alquanto perplessa… mi stavo chiedendo cosa gli avessero raccontato di me… “Beh,dai,Sal,ci sei abituata… una situazione del genere ti è già capitata..” … -___- eh già…)
- (scossi il capo sorridendo,mentre Marcy mi toglieva quel fastidiosissimo microchip da dietro l’orecchino… tenere per una settimana quel COSO è veramente una tortura… -_- ma dovevo sopportarla… almeno Joe poteva nascondere il registratore nelle scarpe… a me avevano affidato lo strumento peggiore… “E’ una prova Sal… una nuova sperimentazione”.. Certo,certo. -__-) Ah…oh… grazie.. ma non è esattamente la definizione giusta…
- Credo proprio di sì… una carriera già notevole in così pochi anni… dev’essere proprio nata per questo lavoro, signorina Matthews… (sorrisi,compiaciuta da quei complimenti,pur sapendo che non era del tutto vero ciò che stava dicendo…) E lei è…
- Joe Pistone.. (mi scansai per lasciare che si stringessero la mano…)
- Ma certo! Lei è uno dei nostri migliori agenti, uno dei più abili che abbiamo mai avuto. Sarà un piacere sovrintendere la sua missione.
- Grazie….( Joe non sembrava molto “mosso” dagli apprezzamenti di Jefferson. Non era il tipo che si lasciava andare facilmente. Mi guardò ancora… e come al solito lo fece nel momento meno adatto,ma mi spiazzò. Quei due occhi mi facevano tremare le gambe… oddio! Mi stavano davvero tremando le gambe? No,impossibile! I suoi occhi mi fanno solo un tantino emozionare… un “tantino” … no,non potevo davvero pensare “Oh mio Dio,ma è veramente bellissimo!”… non in quell’istante,in quella situazione,cazzo! Ma purtroppo stava succedendo.. Deglutii e mi schiarii la voce,poi mi sedetti ed aprii il cartone della pizza..)
- Scusatemi,ma devo inghiottire qualcosa,altrimenti potrei svenire!
- (ricevetti un’occhiata non molto buona da Clive ed io la ricambiai.. che cazzo aveva? Essere affamata era un peccato?) In questa prima settimana di lavoro come ve la siete cavata?
- (Joe si sedette e si tolse il registratorino dalle scarpe e lo passò a Zach..) Molto bene,direi… ce la stiamo cavando,vero Sal?
- Per ora andiamo d’accordo… (gli sorrisi e lui ricambiò,ma il resto della stanza non apprezzò… Jefferson si schiarì la voce,come se non avesse sentito nulla.)
- Sta procedendo la missione?
- Se escludiamo il fatto che è appena iniziata per poter dire che “procede” sì..
- (Che diavolo aveva Joe? Gli lanciai un’occhiata eloquente… ) Siamo solo agli inizi… è questo che intendeva dire lui… è la prima volta che lavoriamo assieme,è ancora presto per poter dire qualcosa… non abbiamo raccolto sufficienti informazioni che possano interessare… (“E’ divertente salvare il salvabile,vero Sal? -_-“)
- Certo,capisco..

Quel silenzio gelido durò ancora per circa 30 secondi. Poi cominciò una specie di interrogatorio del sovrintendente sul nostro operato che mise molto a disagio. Si stava intrufolando oltre che nel nostro passato lavorativo anche nella nostra vita privata. Più volte rimasi senza parole,tentando di trovare una risposta più adatta per evitare l’argomento a cui tentava ogni dannatissima volta di far riferimento. Era come se mi stesse pizzicando la schiena con un enorme ago ed io stessi cercando con tutte le mie forze di resistere,senza darla vinta al dolore. Molto probabilmente Joe si accorse del mio imbarazzo,al quale si aggiunse una notevole irritazione,e tentò di sviare la conversazione,parlando di lui,ed accennando alle sue missioni precedenti,anche se,a dir la verità, pareva che anche lui stesse evitando un passo della sua storia di agente dell’FBI. In qualche modo,gli ero debitrice: si stava prendendo a cuore la mia ansia ed i suoi sguardi verso di me confermavano la sua preoccupazione. Ma quando Jefferson mi fece quella dannata domanda mi cadde il mondo intero addosso.

- Sa, Signorina Matthews, ho indagato a fondo sul motivo per cui lei lasciò il suo lavoro 18 mesi fa,ma mi è stato sempre risposto che la sua è stata una ragione personale di cui lei non ha voglia di parlare….
- Esatto… non è esattamente… il mio migliore…argomento…
- Qua si parla di quell’incidente avvenuto il giorno prima che lei abbandonasse il suo ufficio,disperata,lasciando i suoi colleghi senza parole… giusto? (non riuscii a rispondere… tenevo gli occhi bassi e stringevo i pugni… mi sentivo tutti gli occhi puntati addosso… era di nuovo uno di quei momenti in cui rimbombavano le voci nella mia testa,e mi facevano male… rumori… solo rumori… “E’ MORTA,CAZZO! NON CAPITE! LEI E’ MORTA,NON C’E’ PIU’ ED E‘ COLPA MIA!! VAFFANCULO TUTTO…VOI,IL MIO LAVORO DI MERDA…VI ODIO,VI ODIO TUTTI. LEI NON C’E’ PIU’,PIU’,PIU’,NON TORNERA’!!”… le lacrime mi stavano riempiendo gli occhi e mi offuscavano la vista… i miei nervi erano sempre più deboli.. “Possiamo risolvere,Sal.. passerà… Vyn..” “VYN UN CAZZO! NON DOVETE NOMINARLA! STRONZI… TACETE,TACETE,NON POTETE CAPIRE UN CAZZO! COSA SI PUO’ RISOLVERE? COSA? GUARDATELA… IN FONDO E’ LI’DENTRO,SENZA VITA,NO? HANNO APPENA STACCATO LE MACCHINE CHE TENEVANO VIVA UNA MORTA,MA SI PUO’ RISOLVERE TUTTO QUESTO,CERTO! Mi faceva male la testa… stava ancora parlando…. Jefferson…)… Signorina, mi ascolta? Non ha più risposto…
- Ah…
- L’incidente… le ho solo chiesto se è vero che lei ha lasciato l’FBI dopo quel giorno in cui…
- (mi alzai,presi la giacca…) Scusate…

Uscii da quella stanza ed iniziai a correre fuori dall’edificio. Ero disperata. Avevo paura. Ero angosciata. Quella sensazione di terrore che mi aveva accompagnata per tanto tempo e che tornava a farsi sentire. Avevo smesso di vederla, per lo meno quello non era ricominciato. “Non sono pazza,non sono pazza.”. Me lo ero ripetuto per tanto,così tanto che alla fine ci avevo creduto e mi ero rassegnata al fatto che Vyn non ci fosse più. Ecco cos’era stata a farmi riprendere il controllo di me. La rassegnazione. In fondo quel continuo sentire la sua voce,le sue parole,quel perenne rivedere i miei momenti con lei non erano altro che il dolore profondo,la rabbia di averla persa,il rimpianto di non aver vissuto abbastanza con lei. La rassegnazione,ciò che non avrei voluto MAI accettare,alla fine era arrivata e mi aveva,se non consolata,calmata. Niente mi avrebbe mai consolato. Forse una cosa sì,ma non era ancora arrivata. Tutti i nostri progetti andati in fumo,tutto.

- Sal… (mi spaventai… Joe era arrivato all’improvviso. Appoggiò le mani sulle spalle… io mi scansai.) Che…c’è?
- Niente, ho avuto semplicemente… un…mancamento d’aria…
- (sospirò) Sicuro… ok,quanto avrai voglia di raccontare la verità e la smetterai di dire balle fammi un fischio. ( si voltò,ma io gli bloccai il polso…)
- Joe… (lui si fermò,io lo guardai negli occhi e poi lo abbracciai,iniziando a singhiozzare forte…lui mi strinse forte… ogni tanto mi dava un bacio sui capelli… mi sentivo protetta,al sicuro fra le sue braccia… potevo ascoltare il ritmo del suo respiro…era affannoso,quasi si fosse davvero angosciato per me…ma non era possibile… non poteva prendersela a cuore per me,no…non così tanto… perché poi? Tenere a me… al massimo gli sarei potuta piacere fisicamente,ma non di più… lui faceva solo il bulletto con me… no…non poteva inn… non dovevo neanche pensare a quella parola…eppure stavo così bene lì…non avrei desiderato nient’altro… sfogavo tutto il mio dolore in un abbraccio… nell’abbraccio di un uomo con non avrei mai pensato di riuscire a piangere ed esprimere i miei sentimenti… eppure lì,e non avevo intenzione di togliermi… ogni tanto sentivo i suoi sospiri… e quando ormai mi ero calmata,alzai la testa un po’,senza far vedere il mio viso… sentii la sua mano che mi tirava su il mento ed incrociai i suoi occhi… stava sorridendo… mi tremavano le gambe… non potevo…non potevo davvero perdere la testa per lui…poi,dopo così poco…ma… no… non avevo perso la testa per lui… e poi appoggiò le labbra sulla mia fronte e mi baciò dolcemente… oh cazzo,sì. Ci stavo proprio andando di testa).
- Ora andiamo a casa.
Annui. Avevo perso la testa e non sapevo quando e se l’avrei ritrovata.


XIII.

Non mi chiese per quale motivo stessi piangendo,non mi assillò con domande,né si preoccupò di farsi i fatti miei. Mi ricondusse solo a casa. Si comportò da perfetto gentiluomo e fece tutte quelle piccole stupide cose a cui di solito non si bada,ma che vengono a galla in momenti come quelli. Mi aprì e richiuse la portiera della macchina,mi fece sedere sul divano,mi preparò un thè caldo. Continuava a dispensare il suo migliore sorriso,quello che mi faceva gorgogliare lo stomaco,ma sapevo che qualcosa lo turbava. Più lo guardavo, più mi sentivo in colpa per non condividere con lui ciò che mi aveva fatta soffrire così tanto. In fondo lui mi aveva tenuta stretta mentre piangevo,mi aveva confortata anche solo col calore delle sue braccia e quel momento era stato davvero importante per me,perché avevo capito che mi era vicino,anche se non comprendeva il motivo per cui stavo male. Avevo capito che non era tutto quell’idiota che mostrava, quello con la battuta sempre pronta, lo spaccone un po’ stronzo,ma dietro quella maschera c’era un uomo profondamente vero e coraggioso. Forse avrei dovuto parlargliene… ora non c’era più quel muro enorme che mi bloccava,che mi impediva di raccontargli tutto. Era come se all’improvviso si fosse sciolto in quell’abbraccio che mi aveva fatta sentire nuovamente viva,come prima che Vyn morisse.
Si mise accanto a me mentre sorseggiavo dalla tazza,mentre ero immersa nei miei pensieri. Ricambiai il suo sorriso e la appoggiai sul tavolino.

- Grazie Joe…
- Di cosa?
- Di prima… di tutto insomma.
- (si passò una mano fra i capelli,arrossendo un pochino… “OH MIO JOE PISTONE E’ARROSSITO! EVENTO DA CALENDARIO!”) Ma smettila… non ho fatto nulla…
- Invece sì. Hai fatto molto più di ciò che pensi credimi… (lo guardai profondamente negli occhi per fargli capire quanto fosse vero ciò che stavo dicendo.. il suo sguardo… ancora…mi stava letteralmente disarmando… non gli avrei più tolto gli occhi di dosso.. sarei rimasta lì per sempre,anche senza toccarlo.. in quel mi bastava solo averlo accanto.. e che i suoi splendidi occhi neri fissassero i miei… mi sorrise ancora una volta…)
- Se è importante per te….. (lasciò il discorso in sospeso,mentre io aspiravo ad ascoltare il termine di quella frase. Poi si alzò..) io ti lascio sola… se hai bisogno di qualc..
- No,resta…..per favore…. (si voltò verso di me…)
- Sicura?
- Sì…. Sicurissima… (gli sorrisi… e lui si risedette accanto a me.. dovevo prendere quella maledetta decisione… dirglielo o no? Sospirai,presi fiato…) E’difficile parlarne,però voglio farlo,perché tenermelo dentro fa ancora più male… e penso che sia arrivato il momento di dirtelo. Prima c’era qualcosa che mi… bloccava… ma ora non più.
- Che cosa? E’ il motivo per cui…
- … prima sono scappata via così dalla riunione ed ho pianto così tanto. Esatto.
- Se non ti va… io non ti ho chiest..
- E’ tutto a posto. Voglio che tu sappia, Joe… E’importante per me… (lui sospirò…) Davvero.
- Ok… come vuoi. Io ti ascolto. (accennai ad un sorriso,poi tirai su le gambe sul divano e le incrociai,voltandomi verso di lui con il corpo…)
- Ti ricordi dell’incidente di cui Jefferson ha parlato,il motivo per cui me ne sono andata dall’FBI? Beh… è stato quello che mi ha fatto …. Perdere… la mia migliore amica. Vyn. Era una persona stupenda,sai. L’opposto di me. Il totale opposto. Lei era razionale,calma,sensibile,gentile. Lei non era un maschiaccio come. Aveva il sorriso pronto per tutti, e sapeva dispensare una buona parola per ognuno. Era eccezionale. Riusciva scrutare nel mio animo come nessuno e tirava sempre fuori la parte migliore di me. Io sicuramente la compensavo in peggio. Se c’era una delle due che meritava molto era lei. Tutti quegli anni assieme… dalla nascita. Lo stesso ospedale,la stessa stanza. Le nostri madri amiche e poi lo siamo diventate anche noi. Siamo cresciute insieme,abbiamo condiviso tutto. Le paure,le speranze,le gioie,i dolori. E ci siamo sempre comprese. C’era quell’alchimia fra noi che rendeva tutto speciale.. non avevamo paura di giudicarci o consigliarci l’un l’altra,non temevano di poterci offendere o ferire a vicenda,perché sapevamo che la sincerità fra di noi avrebbe reso il nostro rapporto vero e totale. E ciò è sempre stato. Abbiamo fatto le prime stronzate assieme.. certo,lei era rigorosa,non era folle come me e tentava di contenermi.. lei era la mia parte riflessiva,io ero la sua folle. La trascinavo in ciò in cui lei si vergognava,le imponevo di essere sempre sé stessa,sempre mai avere riserve. Ci siamo fatte assieme il primo tatuaggio, sai? Questo… (gli mostrai il mio “3” sulla mano..) e ci siamo anche subite le lavate di testa dei nostri genitori. Io me ne fregavo totalmente di quanto dicessero,ma lei ci stava male. Era troppo dolce,mentre io ero una macchina da guerra. Lei diceva che non era per quello che i ragazzi non si avvicinavano a me,ma in realtà sapevo benissimo quanto potessi spaventare. E poi ci venne la brillante idea di entrare in accademia. Diventammo presto agenti. Lei era la migliore,e lo dico con tanto orgoglio,non con invidia. Lei se la prendeva meno a cuore di me,io mi incazzavo come una bestia anche per le stronzate,invece lei rimaneva impassibile sul lavoro. Lei valeva davvero molto,anche se non lo sapeva. E si odiava,cazzo,non ho ancora capito perché. Era fantastica… Poi ci affidarono quella missione. Ci dovemmo infiltrare fra un gruppo di spacciatori. Stava andando tutto bene fino a quando uno del gruppo mangiò la foglia. Ma la mangiò male. Si convinse che solo Vyn fosse una della polizia ed un giorno,mentre ero dall’altro lato della città,la portò in un luogo dove ci riunivamo di solito e le tenne come ostaggio. Quando questo chiamò uno di quelli con cui ero,capii quello che stava succedendo. “LEI NON C’ENTRA UN CAZZO!!! NON CAPITE?? E’ INNOCENTE!” Ero disperata e terrorizzata. Presi la macchina,guidai alla massima velocità,fino a raggiungere quel luogo. La teneva chiusa dentro ad una stanza. Sentii la sua voce. “SAL,RESTA FUORI,TI UCCIDERA’!RESTA FUORI”. Non me ne fregava niente,volevo solo salvarla. Aprii la porta con una spallata,con tutta la forza che aveva. Lei era là dentro. Corsi ad abbracciarla e feci per portarla via. “Non dovevi entrare qui dentro! Me la sarei sbrigata io!” “Non ti avrei lasciata qui da sola. Non ti ho mai lasciato da sola e non lo farò mai.” …. (mi si bloccò la voce… le lacrime mi fermavano le parole… respirai profondamente e continuai…) Lui era sulla porta…la pistola….la puntò…su di noi… e…mentre sparava… Vyn.. si mise davanti a me… per proteggermi.. mi è morta fra le braccia… (stavo singhiozzando di nuovo.. Joe mi accolse in un altro suo abbraccio…) Non doveva morire,Joe… è stata colpa mia… l’ha fatto per…proteggermi… non dovevo…fare…nulla….non …
- Tu sei stata una vera amica. Sei corsa in suo aiuto…. Lei ha preso quel colpo perché ti voleva bene ed ha preferito morire lei al posto tuo.
- E’ proprio per questo che mi odio così tanto…
- Non devi odiarti. Lei ti ha salvato la vita,perché voleva che fosse così. Lei ha scelto per te. Non devi aver rimpianti.
- Se non fossi andata lì…se..
- Sarebbe morta comunque,Sal. Credi che l’avrebbe risparmiata?
- Ma magari… forse…
- Sal,non è colpa tua. Vyn è morta,ma non sei tu la causa. E se è questo che ti ha fatto scappare dall’FBI e ti ha resa così debole… beh… era una stronzata.
- Per me non lo era…
- (mi prese il viso fra le mani,e mi asciugò le lacrime) Ascoltami bene… se c’è qualcuno che ti sarà grata per sempre sarà proprio Vyn.. perché è morta per qualcosa che valeva molto, Non è morta inutilmente. E so quanto possa far male perdere qualcuno,credimi… so quanto tu ci abbia sofferto,e soffra tuttora per la sua mancanza.. ma so anche che muore qualcuno che ami così tanto,vive per sempre nel tuo cuore. Vyn sarà sempre con te. E’ parte di te, e penso che anche tu sia d’accordo con me su questo,perché siete l’una parte dell’altra con il rapporto che avete avuto,e non è certo la morte che può dividervi.
- (in quegli occhi ed in quelle parole trovai il più grande conforto che qualcuno mi avesse mai dato. Lo guardai fisso negli occhi e mi accorsi di quanto fosse sincero e quanto sentisse davvero quelle parole. Mi aveva ascoltata davvero,ed era profondamente serio. Aveva capito i miei sentimenti. Sinceramente non pensavo che ci sarebbe riuscito, non avevo quell’impressione di lui, ma mi sbagliavo. Gli presi la mano e la strinsi forte: in quel momento non c’era nient’altro di cui avessi bisogno. C’era lui. Che mi aveva toccato davvero il cuore.) Joe…io…
- Non dire nulla. Lo so. (mi sorrise e mi abbracciò… strofinai il viso contro il suo petto per respirare il suo profumo. Non mi ero mai sentita così, non avrei mai pensato di fare una cosa del genere.. eppure con lui era cambiato tutto… e quel momento di disperazione che prima avrei preferito vivere da solo,lo avevo condiviso con un uomo,che era entrato da poco nella mia vita,ma che mi aveva dato molto. Mi sentivo libera,senza più quel peso opprimente che mi invadeva l’animo..ma sentivo che lui,allo stesso modo, nascondeva qualcosa dentro di sé. Glielo avevo letto negli occhi,mentre mi parlava. Mi rendevo conto che aveva vissuto qualcosa che lo faceva partecipare così tanto al mio dolore per la perdita di Vyn…)
- Che cosa c’è che non va,Joe?
- A me? Ora niente,perché so che stai bene… (accennò ad un vago sorriso)
- Non intendo questo… ma ciò che non vuoi dirmi.
- Non capisco…
- C’è qualcosa che ho “avvertito” mentre parlavi… e detto così sembra che mi si appena trasformata in una Sibilla, ma c’è stato un momento in cui avevo l’impressione che avessi vissuto qualcosa che ti facesse parlare così…
- (abbassò il volto… ) Non penso che…
- … sia una buona idea parlarmene? Perché?
- Non voglio… caricarti di un altro…
- Cosa? Non hai negato che avessi ragione… (sorrisi e nel mentre gli accarezzai il viso… in quel momento ero talmente vicina a lui… quella carezza mi fece provare un brivido..)
- (mi guardò negli occhi… ) Ora dovrai ascoltare me.
- Sono pronta.
- (sospirò,poi iniziò a tormentare la mia mano… e pensare che prima,se non sul lavoro,non avrei mai permesso che mi toccasse… quasi avessi paura che lo facesse… senza quasi.) Nella missione più importante della mia vita ho avuto a che fare con un uomo che è diventato un vero amico per me,un padre,e che ho perso. Ero diventato uno di loro grazie a lui,non ero più solo un agente dell’FBI,ma facevo parte dell’organizzazione mafiosa. Ero nella merda in pratica,ma non volevo ammetterlo. Mi ero totalmente trasformato proprio perché mi ero legato tanto a Lefty…
- Benjamin Ruggiero? Tu hai…
- Sì… lo.. conosci?
- Accademia. Sì…
- E… alla fine… io ho ottenuto un assegno del cazzo ed un riconoscimento per il lavoro fatto,e lui è morto. A causa mia.
- No…non..
- Sal, non ribattere. Qua non si può ragionare. Se non avessi fatto il coglione, non l’avrebbero coppato.
- E chi lo dice,insomma…
- Sal, è passato. E’ così.
- Tu non sei stato un coglione…
- Oh sì… (si alzò e si avvicinò alla finestra… io lo seguii…)
- Cosa c’è?
- (teneva lo sguardo fisso fuori… quei due meravigliosi oceani neri pieni di malinconia e tristezza.) Non ho perso solo lui.
- E chi altro?
- Le mie figlie.
- (mi bloccai… non sapevo cosa dire… ) Com…
- Mia moglie mi ha mollato dopo l’incidente. Sarà passato meno di un anno. Forse si era stufata di uno “stronzo” come me,come mi definiva lei. Ma sinceramente non me ne frega un cazzo di quanto possa aver pensato lei. Avevo smesso di amarla da molto prima. (si fermò un attimo,esitando… io lo incoraggiai,mettendogli una mano sulla spalla. Lui girò leggermente il capo verso di me). La cosa che mi ha devastato è stato l’affidamento totale delle mie bambine a lei. Non me le lascia vedere… (si morse il labbro) Non so da quanto non le veda e non le senta. Ormai sono abbastanza grandi da decidere da sole,ma molto probabilmente la loro madre le avrà convinte del fatto che è meglio lasciare perdere quel pezzo di merda del loro padre.. (il suo respiro si stava facendo più affannoso…) Sherry,Kerry,e Terry. Una sarà probabilmente al college,l’altra al liceo e l’altra alla fine della scuola media…. Saranno bellissime… ( non voleva piangere,ma sentivo quanto dolore c’era in quelle parole. E quanta rabbia)
- Mi dispiace tanto,Joe. Non volevo ricordarti queste cose che ti causano sofferenze.
- Ci penso tutti i giorni,Sal. È impossibile dimenticare.
- (lo abbracciai) Devi combattere per rivederle..
- Credi che non l’abbia fatto? È ciò che mi angoscia di più..
- Tu ce la farai. Perchè sono sicura che sono fiere del loro padre e che non pensano affatto che sia uno stronzo. Se tu fossi mio padre sarei fiera di te.
- (sorrise e mi diede un bacio sui capelli). Grazie.
- Dovere.




DeppAngel:
XIV.

Mi svegliai accanto a lui. Aveva dormito abbracciato a me sul mio scomodissimo divano. Mi aveva lasciato la parte più sostanziosa per lasciare che dormissi senza disturbi. Non era difficile capire che,se si dormiva con me,era meglio spostarsi e occupare un minimo spazio piuttosto che sopportare i miei ininterrotti movimenti. Dopo un silenzio lungo più di un quarto d’ora avevamo deciso di bere dell’altro thè,e ci eravamo addormentati così,senza quasi accorgersene. Lo guardai coricato su un fianco, con gli occhi chiusi, nel suo sonno beato,sulla punta del divano, in una posizione molto sgradevole. Sorrisi e gli sfiorai i capelli. Gli accarezzai il volto,percorrendo con le dita tutte le linee di quel viso meraviglioso. Il respiro mi si bloccò,imponendomi un enorme e faticoso sospiro. Mi domandai perché innamorarmi proprio di lui,con tutti gli uomini del mondo,ma non trovai una risposta con del senso logico. In fondo non ce n’era molto al mio sentimento. Il mio cuore mi stava per uscire dal petto,mi mancava l’aria,avevo freddo e caldo allo stesso tempo e rendermi conto razionalmente di essere così vicino a lui mi faceva tremare. Avrei voluto riuscire a dirglielo in modo che lui non mi scoppiasse a ridere in faccia: che cosa avrebbe potuto significare per lui? Nulla. Un magone inspiegabile mi attaccò la gola. L’effetto contrastante della sua presenza mi rendeva talmente debole. Eppure non potevo farci nulla. Avevo perso la testa ed era la prima volta che mi succedeva. In un impulso afferrai la borsa,almeno,tentai di farlo,ma non riuscii nella mia impresa. Mi allungai e scavalcai il corpo di Joe per poter scendere dal divano. Quando raggiunsi la borsa la aprii,cercando disperatamente il mio cellulare. Lo accesi e loc omposi quel numero che tanto mi aiutava.

- Sì?
- Henry…
- Sal…
- Scusa l’ora…è che…
- Tranquilla.. il sollievo di sentirti supera questo brusco risveglio nel bel mezzo della notte…
- Ho svegliato qualcun altro?
- Oltre a me? No…
- C..come state?
- Noi? Bene,cioè…insomma… mamma era preoccupata. Non hai più chiamato.
- (chiusi gli occhi,tentando di respirare meglio…) Lo so,ma non potevo…
- Tutte le volte se lo dimentica. Lo sai quanto sia apprensiva…
- … anche se non lo mostra lo è.
- Quasi più della nonna.
- Lei? Sta bene?
- Sì sì… ti nomina milioni di volte al giorno però sta bene.
- (rividi il viso della mia adorata nonna, e fermai le lacrime..) Mi mancate.
- Anche tu. Non so a chi fare scherzi. Qua non li prende nessuno.
- (sorrisi. Era bello che mantenesse la sua solita ironia.) Papà?
- Lo sai com’è lui… finge di essere forte… ma in realtà… assomiglia a qualcuno di mia conoscenza…
- Le tue allusioni sono davvero simpatiche,Henry…
- Lo so,grazie,modestamente sono un genio…
- (sorrisi nuovamente,nonostante ciò che aveva appena detto.) Nat? Eileen?
- La mia amata consorte ha avuto un attimo di crisi prima,mentre mi è vibrato questo aggeggio telefonico, e mi ha quasi preso a ceffoni,però sta bene…
- Non mi riferivo a questo, Henry… Sii serio,per favore…
- Ok, se parli del suo stato interessante,prosegue bene. Ha deciso che non vorrà conoscere il sesso del nostro futuro secondo figlio. O figlia. Boh… visto che non so…
- Henry…
- Sta bene, perdinci! Non mi credi? Non credi al tuo fratello preferito? Sono costretto ad essere costernato,mi deludi!
- Ah,ah,ah. E dall’alto della tua saggezza cosa mi dici di mia nipote?
- Il piccolo tormento? E’ un assurdo minestrone fra me e te,quindi puoi immaginare cosa ne venga fuori.
- (sorrisi per la terza volta. Era incredibile come riuscisse a farmi ridere quel ragazzo.)
- Sono felice che stiate bene…
- A me non hai chiesto come sto! Vedi,sei una villana di sorella!
- Cretino,eri incluso nel gruppo..
- Certo,certo. Grazie davvero.
- Henry… non fare il bambino,hai quasi trent’anni…
- Scherzavooooo! It’s cooool!
- Oh Dio,non cambi mai,neanche in queste situazioni..
- Cosa vuoi che ti dici,Sal? Che mi manchi? Che sono preoccupato per te? Che ho paura? Ecco. Ora sei contento?
- (sospirai) Fare il finto allegro non risolve niente.
- Forse sì,perché sempre FORSE evito di crearti problemi.
- Avete sempre tutti paura di crearmi problemi,mentre in realtà sono io che me li creo con questo lavoro di merda…
- Che succede?
- Lo sai perfettamente che….
- ….non puoi dire nulla per motivi di sicurezza.
- E’ così… non voglio correre rischi.
- Hai ragione… (immaginai che si portasse una mano alla testa e si scompigliasse i capelli come era suo solito).
- Henry…
- Sì?
- (mi voltai verso Joe e lo osservai ancora profondamente immerso nei sogni…) Cosa succede quando ti manca il respiro guardando una persona dormire?
- (sentii che stava esitando,come bloccato da qualcosa.) Beh… è quel momento in cui credi o sai di essere innamorato. Poi per me ha coinciso con il divenire adulto,ma questa è un’altra storia.
- (sospirai,avvicinandomi ed inginocchiandomi di fronte al divano…. Passai la mano fra i capelli di Joe) E perché succede?
- Se vuoi chiedermi perché hai paura,non ti risponderò,perché quello lo sai da sola.
- Paura… ma…Henry che…
- … c’entra invece. Lo sai perfettamente.
- (deglutii, sfiorando le labbra di Joe con il pollice.) Dai un bacio ad Eileen, ed abbraccia mamma,papà,nonna e Nat. La prossima volta cercherò di chiamare ad un’ora più decente.
- Ok,grazie… stai tranquilla.
- Ciao Henry.
- Ciao Sal.
- Ehy… (sospirai…) Ti voglio bene.
- Anche io,sorellina.

Chiusi gli occhi e respirai profondamente,ripensando alle parole di mio parole,mentre guardavo Joe. Avrei saputo cosa fare. Forse.

XV.

Nel corso di un mese i miei sentimenti divennero sempre più confusi e contrastanti. Più mi irritava più lo adoravo e ciò mi faceva innervosire ancora di più. In alcuni momenti era davvero adorabile,mi ascoltava,mi parlava seriamente,in altri invece iniziava i suoi discorsi senza senso e mi imbestialivo. Quando voleva,era capace di fare un discorso meraviglioso su quanto amasse le sue figlie,quanto si fosse in quattro per la sua famiglia,quanto fosse stato cretino a stare così lontano da chi amava,ma che in cambio non avesse ottenuto nulla; sapeva esattamente quali fossero le parole giuste quando gli raccontavo di Vyn e del mio passato. Era come se mi conoscesse da sempre,come se qualcosa di invisibile ci unisse. In fondo non avevano avuto torto Clive e gli altri a dire che io e lui ci assomigliavamo tantissimo. Imparai a capire che avevamo in comune davvero molte cose. Non lo ammettevo mai apertamente,ma sono sempre stata una persona molto testarda. E lui lo era,fin troppo. Tutti e due non troppo fini nell’espressione(e da parte mia è più grave,dato che appartengo al sesso femminile e dovrei distinguere per una certa qual finezza. -__-), impulsivi,senza mezzi termini. Difficile da riconoscere,ma molto vero. “Quanto sei….beh… direi proprio… figa.”. Ogni giorno mi faceva apprezzamenti del genere,che mi facevano notevolmente piacere,ma che mi parevano alquanto fuoriluogo. Odiavo quando mi squadrava e faceva quel sorrisetto maligno,ma perverso, nascondendo evidentemente qualcosa che preferivo non sapere, odiavo i suoi scherzetti, quando cambiava posto alle mie cose solo per il gusto di vedermi correre per casa e disperarmi, quando aumentava bruscamente la velocità in macchina attentando alla mia vita. Ma lo adoravo quando mi preparava la colazione,alzandosi un’ora prima,entrando senza farsi sentirsi in casa mia, quando mi sopportava pazientemente, mentre lo sottoponevo ai miei lunghi e pedanti sermoni sulla mia famiglia… lo adoravo quando mi sorrideva in quel modo che mi faceva tremare le gambe,quando mi proteggeva alle riunioni con i nostri collaboratori e faceva di tutto per evitare l’argomento che più odiavo,quando mi riaccompagnava a casa e stava lì finché non mi addormentavo,anche se lui affermava di andarsene non appena mi fossi messa a letto… adoravo ogni suo singolo gesto,quel suo modo di tirarsi indietro i capelli,di grattarsi l’occhio… quei suoi sguardi così disarmanti. Una volta ricordo che mi stava aiutando a fare la pasta,con la scusa della sua origine italiana (altra cosa che aveva in comune con me). Mise le sue mani sulle mie,mentre impastavo,abbracciandomi da dietro,ed io non riuscii ad imporgli di spostarsi. Fu più forte di me. il suo tocco era così… bello. Non riesco a trovare un’altra parola che lo descriva meglio. Stava lì,senza dire nulla,con i suoi palmi appoggiati sulle mie mani e la sua testa sulla mia spalla. Ascoltavo,come sempre,il suo respiro ed il suo cuore. Non potevo far altro… insomma… era impossibile. Mi godevo quel momento. Poi lo rovinò come suo solito spostandosi ed iniziando a lanciarmi sugo sulla canottiera. E prese questa stupenda abitudine tutte le volte che condivo la pasta ANCHE PER LUI. “Beh,a forza di sporcarti canottiere verranno fuori quelle più sexy”. La sua parte perversa era davvero insopportabile. Ma forse era quella che lo faceva diventare così protettivo in presenza di Fay. Mi stava sempre addosso ed anche lui si era reso conto del fatto che aveva puntato gli occhi su di me e non mi perdeva di vista un secondo. A me infastidiva la presenza di quel vecchio malato di carne femminile,mi faceva ribrezzo ed ogni volta che si avvicinava facevo in modo di evitarlo. Quei suoi sguardi erano così viscidi,mi facevano venire i brividi. Joe evitava questo discorso a Zach ed il resto della nostra “allegra” compagnia,perché non faceva parte del nostro lavoro. Purtroppo… ed era una cosa che dovevamo risolvere noi in qualche modo.
E poi ci fu quel giorno magico in cui lo convinsi a venire con me in un posto speciale. Lo portai nel campo di grano dove spesso andavamo io e Vyn. Per parlare,per ascoltarci,o semplicemente per stare insieme a sentire il vento. Facevo freddo, ma c’era uno stupendo sole e ciò rievocava ancora di più i miei ricordi con la persona che mi aveva accompagnata per buona parte della mia vita. Sorrisi e presi la mano di Joe,che pareva esitare ad addentrarsi nei miei ricordi. Camminavamo insieme; la terra ci stava infangando le scarpe ma non era un problema. Chiusi gli occhi e per la prima volta rividi con serenità la mia migliore amica. Joe mi circondò la vita da dietro e respirò profondamente.

- La sento,sai? E’ qui,da qualche parte. Ed è felice.
- Ti sta guardando e sta pensando “Guarda quanto è bella ed intelligente la mia Sal”. (mi sorrise ed io ricambiai. “Se un giorno verrai qui e mi sentirai, vorrà dire che tutto quello che avevo sempre detto aveva un senso.” “Tutto quello che dici lo ha,a differenza di me” “Tutto ha un senso,Sal. Anche la morte. Se razionalmente concepita. Siamo noi a trasformarla in orrore,pervasi dal dolore e dalla rabbia. Ma vista dall’esterna è una sorte di pacifica rassegnazione a qualcosa che non si può evitare,o meglio: una serena fine di qualcosa. Nessuno vive mai abbastanza,tutti dicono così… ma chi è che può stabilire chi vive abbastanza e chi no? Uno può vivere abbastanza per 20 anni, ad un altro non ne bastano 100… Perché discutere su un argomento che nessuno conoscere mai in modo approfondito? Crearsi problemi inutili… il bello forse è proprio non sapere. O convincersi di un’idea e fermarsi lì.” “Sei troppo saggia per me,Vyn.” “Siamo tutti saggi se lo vogliamo.” “Non lo so. Ma tu sei tu,hai il tuo ‘qualcosa’..””Tu lo hai più di me. E sono sicura che volessi reincarnarmi in qualcuno sceglierei te.” “Perché?” “Oltre al fatto che sei spudoratamente pazza,sei così parte di me che non mi cambierebbe nulla.” “Perché ti voglio così bene,Vyn?” “Certe volte me lo chiedo anche io..”)
- Vyn… (chiusi gli occhi e stetti abbracciata a lui…)

You'll remember me when the west wind moves
Upon the fields of barley
You'll forget the sun in his jealous sky
As we walk in the fields of gold
So she took her love
For to gaze awhile
Upon the fields of barley
In his arms she fell as her hair came down
Among the fields of gold
Will you stay with me, will you be my love
Among the fields of barley
We'll forget the sun in his jealous sky
As we lie in the fields of gold
See the west wind move like a lover so
Upon the fields of barley
Feel her body rise when you kiss her mouth
Among the fields of gold
I never made promises lightly
And there have been some that I've broken
But I swear in the days still left
We'll walk in the fields of gold
We'll walk in the fields of gold
Many years have passed since those summer days
Among the fields of barley
See the children run as the sun goes down
Among the fields of gold
You'll remember me when the west wind moves
Upon the fields of barley
You can tell the sun in his jealous sky
When we walked in the fields of gold
When we walked in the fields of gold
When we walked in the fields of gold

Joe mi strinse forte,ed io sorrisi,mentre mi accarezzava le mani. Non so per quanto rimanemmo lì,ma abbastanza da capire quanto fosse importante quel bellissimo momento. Perché le cose non sarebbe state più le stesse. Né per me, né per lui.

XVI.

Perché cazzo ci vollero mandare a Miami? Non ho ancora trovato una risposta ma per la prosecuzione della missione,dopo più di un mese, era necessario recarsi dall’altra parte dell’America. Il vantaggio era il caldo. Immenso,stupendo,meraviglioso CALDO. Sole gigantesco. Una favola. Joe mi teneva per mano da ore,tanto che ormai mi stavano sciogliendo le dita. Camminavamo sulla spiaggia,assieme agli altri. Dopo una giornata di bagni e stronzate varie. E’ impossibile non divertirsi a Miami. Se escludiamo la presenza di Fay,era davvero andato tutto bene. Era incredibile la dolcezza di Joe in certi momenti: alternava attimi in cui l’avrei strozzato con le mie stesse mani,ad attimi in cui mi sarei sciolta per quanto fosse tremendamente MERAVIGLIOSO. Io stavo letteralmente andando fuori di testa: se escludiamo il fatto che mi ero acclimatata alla capacità di impicciarsi degli affari altrui delle mie “amiche”, erano altri i motivi per cui stavo perdendo i lumi della ragione. Beh… per esempio, al mattino, mi misi il costume per fare il bagno e mi avvicinai alla riva. Sentii qualcuno che mi stringeva alla vita da dietro, e percepii il contatto con la pelle nuda. Si era messo in costume. Preparai il mio cuore ad un colpo forte.

- Come sei sexy in costume…
- Tieni le mani bene in vista…
- Sono qua,sulla tua pancia..
- …e non saliranno ne scenderanno.
- Bravissimo,hai afferrato il concetto.
- Che bello,finalmente sei più scoperta del solito.
- Porco.
- Attenta… non siamo completamente soli. Ricordi? Non dovresti insultarmi,stiamo assieme.
- Potrebbe scapparmi qualche piccola parola non carina…
- Dai,non ho ancora fatto nulla… (si mise accanto a me e lo guardai. Era stupendo. Mi venne un infarto. O quasi. Il suo corpo era così… perfetto… in quel costume. Oddio… stavo davvero sudando? “No hai fatto molto invece”.)
- Ma…magari…ti…potrebbe venire in mente.
- (sorrise… “Oh Cristo santo..”) Chissà…
- Non mi piace quel chissà..
- A me sì.

Ecco questo era ciò che mi faceva innervosire di lui. E poi mettersiaspruzzarmicomeibambini. -_- e tentare di slacciarmi il reggiseno. -_- troppo idiota.
Alla sera decidemmo di andare ad una festa sulla spiaggia. Quando uscii dal bagno,vestita e truccata, Joe rimase per 10 secondi a bocca aperta. Io sorrisi,domandandogli se il mio vestito nero gli piacesse. Lui annuì,squadrandomi ancora una ventina di volte. Stavo gongolando come un’idiota e mi stavo ripetendo una stupidissima frase nella mente: “Oddio gli piaccio,guarda la sua faccia! Oddio!”. Ero cretinamente felice. Quando arrivai mano nella mano a lui,fui squadrata da metà del gruppo maschile e mi sentii parecchio in imbarazzo. Rabbrividii all’occhiata di Fay e strinsi ancora più forte la mano di Joe,che intanto aveva riempito di insulti i suoi simpatici “amici”, sottolineando il fatto che ero sua,che non dovevano azzardarsi a toccarmi e limitarsi a guardare,perché altrimenti li avrebbe molto volentieri evirati. La frase l’ho “sublimata” -_-. Bisogna immaginarsela pronunciata da Joe. E detto questo,dico tutto. Joe non mi mollava nemmeno un secondo,mi seguiva dovunque, e continuava a sorridermi e sussurrarmi quanto fossi immensamente bella. Lo giuro: ogni volta che me lo diceva mi tremavano le gambe. Non sapevo perché lo facesse,ma mi faceva tremendamente MALE,perché ero combattuta. Lì dovevamo recitare una parte,ma io non volevo più che fosse solo una stupida messa in scena. Lo desideravo davvero,come non avevo mai desiderato nessuno. Quando mi invitò a ballare,ed io lo abbracciai ancora di più,mi sentii davvero in paradiso. Lui era talmente vicino a me e mi guardava negli occhi,quel suo sguardo che mi disarmava. Le sue mani mi accarezzavano la schiena… quel soave piacere di non capire più nulla,di smettere di respirare,quei momenti in cui esisti solo tu e QUELLA persona. Joe non si immaginava nemmeno che cosa fosse per me,perché quell’effetto non me l’avrebbe fatto il primo che passava. Era come se dentro di me ci fosse la più totale anarchia quando lui era vicino a me. Quel mese che avevo trascorso con lui era stato fantastico. Avevo scoperto una persona sbalorditiva, che sapeva cambiare completamente in pochi secondi, si trasformava,diventando un altro. Ed in quell’attimo era tornato ad essere il mio Joe. Non il Donnie stronzo e bastardo,il boss di quel gruppo di mafia con cui eravamo a contatto ogni giorno. Ma il MIO Joe. Quello dolce,comprensivo. Quello che mi era stato vicino e mi aveva capito. Quello che mi preparava la colazione al mattino,che faceva di tutto per non svegliarmi. Stava appoggiando la fronte alla mia. Il mio Joe. Ed io stavo lentamente morendo in quegli attimi stupendi.


La prima volta che mi allontanai da lui fu per andare in bagno. Decimi di secondo. Fay mi seguì e mentre entravo si infilò dentro e chiuse a chiave la porta. Il panico pervase tutto il mio corpo. “Oddio Sal respira”.

- Finalmente…
- Che cosa vuoi?
- Lo sai cosa voglio… (si avvicinò a me ed io mi scansai…)
- Non toccarmi,stronzo.
- Credi che non ti faccia nulla? Che sia venuto qui per guardarti e basta? No… ormai aspetto troppo.
- (mi si gelò il sangue,ero terrorizzata). Tu non farai proprio niente.
- E chi lo dice? (mi afferrò i polsi e mi bloccò a forza contro il muro… io mi divincolai tentando di liberarmi…)
- Donnie…DONNIE… DONNIE.. (urlai a squarciagola… mentre lui mi bloccava con un gomito la bocca e con l’altra mano mi sfiorava la coscia… io gli mollai un calcio,lui scansò la mano,e tirò fuori un coltello dalla mano..)
- Questo potrei usarlo contro di te se non stai zitta…(mi mancava il respiro. Avevo paura. Volevo Joe. Non sapevo che cazzo fare. Il terrore totale aveva preso il controllo di me. stava per succedere il peggio… passò la sua lurida sporca mano sulla mia gamba,poi risalì sui miei fianchi fino ad arrivare al mio collo…) Se inizio a toglierti il vestito che dici?
- (sentii dei passi veloci… iniziai a sperare… Fay si voltò,mentre la porta si apriva di botto… Joe entrò infuriato,lo assalì e lo fece cadere a terra… io mi afflosciai lungo il muro,iniziando a piangere… non so chi,ma una ragazza si avvicinò a me e mi accarezzò i capelli. Io non riuscivo ad aprire gli occhi. Avevo paura. Ero ancora sotto shock,ma sentivo che Joe non smetteva di colpirlo. Nessun altro parlava. Quando sentii che caricava la pistola,alzai gli occhi gonfi di lacrime e vidi lo sguardo furioso di Joe. Non lo avevo mai visto ma faceva paura. I muscoli contratti. La bocca in un’espressione che non avevo mai visto sul suo volto. La cattiveria. La rabbia. La fronte corrugata. E quei due occhi,così belli,così neri,ora erano iniettati di ira.
- Donnie…dai…
- Ray,FATTI I CAZZI TUOI.
- Non penso sia il caso….
- COSA NON PENSI? STAVA PER VIOLENTARE LA MIA RAGAZZA,QUESTO PORCO STRONZO BASTARDO,ED IO DOVREI FARLO VIVERE?
- Don… (lui si voltò verso di me… io tentai di parlare..) la polizia… capirebbe… ed andremmo nella merda.
- Gwen… lui ti stava viol…
- Lo so. Ma l’hai ridotto abbastanza male. E … (sospirai guardando Fay mezzo moribondo a terra) sarebbe sufficiente…. Anche solo farlo trovare alla ..
- …polizia ed imporgli di confessare un reato qualunque. Così se la spasserebbe in galera. E poi lo faremo accoppare da qualcun altro. (io annuii,chiudendo di nuovo gli occhi… presi la mano di quella che avevo constatato essere Lucille,mentre tentavo di calmarmi…)
- Hai capito stronzo che non sei altro? Adesso noi ti buttiamo su una strada qualsiasi con un telefono in mano,tu chiami la polizia e ti inventi un qualsiasi reato che hai compiuto,che hai deciso di confessarti e di liberarti da questo grosso peso,ok? E provi a parlare ti taglio il coglione sinistro e lo do da mangiare ad uno dei tuoi cani,ok? Oppure ti sparo direttamente così ti privo di ogni funzione vitale alle parti basse,hai capito? (Fay annuì… non osava più guardarmi in faccia..) Ok,portatelo dove volete. (lo sollevarono di peso in tre e lo sbatterono fuori.. Lucille si alzò,e tentò di sorridermi,uscendo dalla stanza… io le sfiorai la mano e poi guardai Joe… lui si inginocchiò e mi strinse forte….) Scusami. Non sono arrivato subito.
- Non è successo nulla. Niente. Grazie… (scoppiai di nuovo a piangere fra le sue braccia. Mi aveva salvato e nonostante stessi tremando come una foglia,mi sentivo meglio ad averlo vicino.)

XVII.

Mi portò a casa,mentre ancora tremavo. Non disse nulla,mi tenne stretta a lui e mi strinse la mano per tutto il tragitto in auto. Decise che sarebbe rimasto a dormire da me,ed io non mi opposi. Mi preparò la vasca. “Fatti un bagno caldo prima di dormire. Magari ti aiuterà a rilassarti”. Mi lasciò sola dentro il bagno,ma sentivo la sua presenza fuori dalla porta. Scoppiai a piangere ancora terrorizzata. Le sue mani su di me.. lui così vicino… nascosi il viso dentro l’acqua,mentre le forse mi abbandonavano…


Mi svegliai in piena notte per andare a bere. Non so come,ma ero finita a letto. Probabilmente avevo perso i sensi nella vasca,ancora prima di spogliarmi del tutto e Joe mi aveva portata in camera. In punta di piedi mi diressi in cucina e,tentando di non far rumore, aprii il frigorifero. Mi voltai con la bottiglia d’acqua in mano e mi appoggiai all’elettrodomestico. Pensai alla dolcezza di Joe: nessun uomo si era mai interessato così di me. L’avevo lasciato in un sonno profondo, Quando alzai gli occhi sussultai, rischiando di far cadere ciò che avevo in mano..

- Oh Cristo, Vyn…
- Ho sempre saputo di essere spaventosa… (mi sorride e mi si bloccò il respiro. Posai la bottiglia e corsi ad abbracciarla…)
- Sei tornata… ma non eri…
- No. Sono qui. (la guardai negli occhi e ci scambiammo un sorriso. Le toccai i capelli castani chiari,non credendo a ciò che stavo vedendo,le sfiorai il viso…)
- …Smettila di piangere (mi asciugò le lacrime e mi scompigliò i capelli…)
- Non ce la faccio..
- DEVI! (tutta la sua decisione ogni volta che pronunciava quella parola…)
- Avevo bisogno di te..
- Lo so. Ed eccomi qua.
- Tu sai..
- Sì. (mi accarezzò il viso..) Ho sempre letto la paura nei tuoi occhi,ma mai come ieri.
- Mai non direi proprio… (spostai lo sguardo altrove,tentando di resistere…)
- Non ricordiamo quel momento ora. Non sono venuta per questo.
- E per quale motivo sei qui? (mi prese per mano e mi condusse in camera, dove Joe dormiva beatamente.. lo indicò voltandosi verso di lui… rimanemmo un attimo in silenzio..)
- Lui c’era. Se non ci fosse stato non saresti qui.
- Lo so,ma…
- Che cosa stavi per ribattere? Che non l’ha fatto perché ti ama? Per quale altro motivo credi che i suoi occhi si siano riempiti di rabbia così al pensiero che qualcuno ti stesse facendo del male?
- Vyn…
- Sal, questo dono che hai ricevuto non devi rifiutarlo.
- Ma io non lo sto rifiutando…
- Sì. A me pare di sì. (sospirò,guardando in basso..) Io non ho mai provato quello che ora provi tu per lui, e,credimi, questa è davvero una fortuna immensa… non ho avuto il tempo di… godermelo, di nutrirlo nel mondo in cui lo stai facendo tu..
- Che cosa?
- L’amore, Sal. (mi rivolse lo sguardo… quell’espressione seria di quando teneva veramente a qualcosa…) Nessuno è capace di amare come te. Quando ami qualcosa, combatti e ce la metti tutta. Ti ho vista lottare per i tuoi genitori, tuo fratello, Eileen, Nat. Ti ho vista dare l’anima per me. Non puoi negarlo. Non ho mai conosciuto nessuno che fosse disposto a tanto quanto te. E Non ti ho mai vista amare qualcuno come ora ami Joe… (mi coprii il volto con i capelli per nascondere le lacrime… la guardai e notai che non ero sola…) Tu lo sai quanto sia vero ciò che dico. Nel tuo cuore lo sai,ma non lo vuoi ammettere,,,
- Vyn,è così difficile…
- Cosa? Dirgli che sei innamorata di lui? Oh,Sal… è così semplice… sei tu che lo rendi complicato. Non sai quanto darei per essere al tuo posto… (mi spostai e mi sedetti sul letto,dalla parte di Joe,e lei mi si mise accanto…)
- Ho paura,Vyn. Sono terrorizzata,anzi..
- Cosa ti spaventa così tanto?
- Non essere abbastanza per lui. O almeno non essere tanto quanto lui è per me. (mi voltai e la guardai negli occhi) E questa è una delle paure che mi hanno sempre paralizzata nella vita. Non essere abbastanza per le persone che amo. E poi per lui,che amo così totalmente… (lo guardai e mi si fermò il respiro. Vyn mi prese la mano e me la strinse. Mi voltai verso di lei)
- Un giorno mi ricordo che mi hai preso la mano così e me l’hai stretta forte. Non avevo detto nulla,però sapevi che ne avevo bisogno e l’hai fatto. Mi ha resa fiera di te perché avevi capito senza che avessi parlato. Quel semplice gesto è bastato a farmi stare meglio e nessuna parola lo avrebbe mai potuto sostituire. Ed ora vorrei cercare di ricambiare ciò che avrei voluto fare da tempo e che ti è mancato… ( quando si piange ho sempre pensato che si torni piccoli. Ed in quel momento eravamo entrambe bambine che singhiozzavano fra le lacrime.)
- Tu l’hai fatto molte più volte di quanto pensi… (nella penombra scorgevo il grande dolore in quegli occhi sempre allegri..) Tu hai sempre avuto ragione. Su tutto. Tutto ciò che mi rimproveravi, tutte le volte che rispondevi con un “DEVI!” ai miei “Ci proverò.”. Era giusto tutto quello che dicevi…
- (sorrise lievemente) E’ la tua anima gemella.
- (volsi lo sguardo a Joe… e presi un enorme sospiro… quelle tre magiche parole mi avevano toccato profondamente… gli sfiorai il viso,moderandomi le labbra…) Anche tu lo eri, in un altro modo..
- E lo sarò sempre in quel modo. (il silenzio mi fece pensare ancora di più a ciò che aveva appena detto..) E comunque non parlare più al passato di me,che mi sento già abbastanza vecchia da sola! (la guardai sorridendo…)
- Allora ti ho fatto venire mal di testa,signorina?
- Sì,cara.. e per fortuna che è ancora buio,altrimenti ti costringevo a spegnere tutte le luci in casa per farmi passare l’emicrania! (sorrise ancora…. Fece un pausa,poi parlò seriamente..) Non aver mai paura,Sal. Mai. E se non ci fosse un motivo serio non sarei qui. Se non fosse perché sono felice per te. E tu devi esserlo. E poi voglio che lo ami,con tutta te stessa,senza costrizioni. Senza limiti. “Non è la morta ciò che divide due persone”. Non sono la sola a dirlo. Quel confine devi varcarlo da sola. L’hai fatto con me, e lo farai anche con lui. Non perderlo. Dando non si perde sempre qualcosa. Non perderai nulla. Se non te stessa, se non lo farai. Ricordatelo sempre. (si fermò, poi riprese,con un nodo alla gola…) E vivi senza di me,per favore. Non cercarmi in tutto quello che incontri perché è logico che ci sia. Non lasciare che l’angoscia di perdermi per sempre ti impedisca di vivere. Vivi,vivi, con tutta te stessa,perché finchè vivi ci sono più sicurezze di quanto ti immagini,mentre quando ti limiti ad esistere tutto svanisce. Non devi solo esistere,non voglio questo per te. Io voglio che tu ami e vivi,a modo tuo. Sempre. Non farlo solo per me,ma soprattutto per te. (ci sorridemmo e la strinsi in un abbraccio)
- Grazie Vyn.
- Non ringraziarmi. Piuttosto promettimi che farai ciò che ho detto.
- Lo prometto, lo giuro, Vyn.
- … (sospirò fortissimo…sentivo che stava piangendo,ma non dissi nulla.) io e te sempre?
- SEMPRE.

XVIII.

Solo un sogno. Erano dieci minuti che fissavo i miei bracciali,quelli che avevo in comune con Vyn. Quello di perline colorate, girato due volte intorno al braccio e quello con le nostre iniziali. Quando era morta li avevo tenuto tutti io,tranne uno,che l avevo lasciato al braccio, come simbolo del nostro legame. “S & V”. lo aveva ancora lei. Io ne avevo uno uguale,ma con le iniziali invertite. Sorrisi ripensando alle sue parole. Guardai Joe ed avvicinai le labbra alla sua fronte. Lo baciai. Quanto mi aveva fatto bene parlare con lei: sapevo che c’era stata e che nel sogno c’era qualcosa di immensamente vero. Mi alzai ed andai a prepararmi il caffè. Non ricordo quando stetti lì davanti al fornello. Mi ero incantata. All’improvviso Joe appoggiò il viso sulla mia spalla e mi circondò la vita con le braccia.

- Buongiorno… da quanto sei qui?
- Non lo so… (mi voltai verso di lui…)
- Stai bene?
- Sì sì.. (mi rivolsi nuovamente verso il fornello…dovevo dirglielo,ma non ci riuscivo… avevo in mente mille parole, ma non mi uscivano dalle labbra… )
- (lui si scostò).. Che hai?
- Io? Assolutamente niente…
- (era irritato) Sei scostante.
- No,Joe… è che… sono sveglia da poco. (“Dio! Che idiota.”)
- Non è per quello. (“Joe,ti prego. Non ti incazzare proprio ora.”) Se ho ben capito c’è qualcosa che ti da fastidio, e so di che si tratta.
- Joe…
- (si bloccò e mi guardò fisso negli occhi) Perché non ammetti quello che provi per me? Di cosa hai paura? Penso che sia ormai evidente quello che provo io, o sbaglio? Dopo tutto quello che è successo… Non capisco perché ti comporti così. Non posso sempre essere il primo ad avvicinarmi a te, a provarci,non sempre farlo anche per te. Mi sono stancato. Cazzo, Sal… credi sia facile? Non lo è,per niente. Speravo ti venisse in mente,ma… mi sbagliavo. (non mi diede il tempo di rispondere… prese la giacca e uscì,sbattendo la porta… io rimasi letteralmente senza parole. Tremavo come una foglia… ora che volevo dirgli tutto, se ne era andato. Se l’era presa così,per niente. Non avevo detto nulla,e lui aveva frainteso. Chiusi gli occhi e mi raggomitolai a terra, iniziando a singhiozzare. Vyn,quanto avevi ragione.)


La chiave rigirò nella toppa. Aprii gli occhi. Mi ero addormentata sul divano. Mi alzai così in fretta,che mi girò la testa bruscamente e mi dovetti appoggiare al tavolo della cucina. Joe entrò in casa bruscamente,togliendosi giacca e camicia.

- Bravo,entra pure in casa, non dire che cazzo hai,dove cazzo sei stato. Spogliati,come se fossimo in piena estate. (deglutii,perché era tremendamente sexy.)
- Ah! Adesso ti devo dire anche dove vado… non sapevo fossi diventata la mia balia!
- Oh stronzo,questo è il mio appartamento. Ci sei entrato ed ho fatto una domanda. Il tuo è qua accanto,questo è il MIO.
- Ehyehy calmati. Guardati. Sei ancora conciata come prima. (si sedette sul divano… respirai profondamente. Dannatamente BELLO.)
- E che cazzo te ne frega?
- Mi frega eccome. Qua dentro si bolle! Quanto cazzo tieni alti i termosifoni,eh? Guarda come giri… siamo in inverno e tu in casa sei perennemente in canottiera e pantaloncini. Sei letteralmente pazza.
- Va bene! Allora teniamo una ghiacciaia così ci iberniamo tutti allegramente!
- Oh non ti scaldare!
- SEI TU QUELLO CHE SI E’SCALDATO PER PRIMO!
- NON URLARE!
- VAFFANCULO.
- VAFFANCULO TU. (respirai e guardai verso la finestra della cucina. “Fallo Sal,non pensare.” Accesi il fornello sotto il contenitore del caffè e mi ustionai perché lo feci troppo caldo. “Entro dieci secondi fai ciò che vuoi ora. FALLO”. Mi voltai verso Joe e mi avvicinai velocemente. Mi sedetti in braccio,rivolta verso di lui e lo BACIAI. Con tutta la passione possibile. Prendendogli il viso con le mani. Oddio,da quanto avrei voluto farlo. Lui spostò le sue mani sulla mia schiena ed iniziò ad accarezzarmela. Ero in estasi… ) Ehy… aspetta un attimo… dammi un pizzicotto perché non ci credo.
- (sorrisi,appoggiando la fronte alla sua..) Credici perché è vero.
- Sei sicura?
- Sicurissima. (glielo sussurrai sulle labbra e lo baciai ancora… )
- Non è che è uno dei tuoi scherzi?
- Smettila di parlare! (risi,posando una mano sul suo petto…)
- (lui sorrise..) Come vuoi tu, padrona… (continuò a baciarmi… stava muovendo lentamente le mani sul mio corpo ed io non riuscivo a respirare… non riuscivo a crederci. Ce l’avevo fatta. Lo volevo da troppo tempo… quando fece per sfilarmi la canottiera smisi di baciarlo e mi alzai…) Avevo visto giusto,c’era il trucco… (si passò una mano nei capelli,molto nervosamente… )
- No… (sorrisi e gli offrii la mia mano..) Vieni con me.
- (lui mi guardò con quei due occhi così profondi,così belli…. Mi stavano tremando le gambe,in quel momento più che mai. Afferrò la mia mano,e si mise di fronte a me. Il suo viso era talmente vicino al mio che potevo percepire che stava ansimando lievemente. Le labbra leggermente aperte.. lo baciai ancora,camminando all’indietro verso camera mia. Lui mi seguiva… quando arrivammo nella stanza mi sollevò e mi fece sdraiare sul letto. Non capivo più nulla. Si coricò sopra di me e mi baciò sul collo,scendendo più in basso e sollevando le canottiera con la mano. Chiusi gli occhi per godermi quell’attimo meraviglioso… me la sfilò ed io sentii tremendamente indifesa. Si avvicinò ancora di più a me,talmente tanto che sentii il battito del suo cuore…) Sei bellissima. (mi baciò ancora sulle labbra e ci mise quella passione che mi aveva sudare freddo, tremare le mani e le gambe e sentirmi VIVA. Lo strinsi forte a me,temendo che avrei perso quel gioiello favoloso che aveva scelto me e mi stava conducendo in un mondo totalmente nuovo. Fece scivolare una mano lungo il mio corpo,accarezzandomi la coscia,mentre con l’altra prese la mia ed incrociò le sue dita con le mie. Poi la portò alle labbra e la baciò. Oh mio Dio,stavo dolcemente morendo nelle braccia dell’uomo che mi aveva fatta impazzire…)
- Joe,io… non… (mi bloccai.. non potevo dirglielo… lui se ne sarebbe comunque accorto. Ero imbranata,impacciata… e stupida.)
- Non ti preoccupare. Non devi avere paura. Sapessi quanta ne ho io…. Più di te… (mi stava perforando con lo sguardo… i capelli gli coprivano quel fantastico volto che aveva. Io glieli scostai con la mano,sorridendogli. Lui ricambiò. E mi baciò ancora. Quanto avevo desiderato quel momento… sognato più volte. Ed ora era vero.) Non tremare, ti prego… io non far…
- Lo so,Joe. Lo so.. ( gli tolsi la canottiera e con le mie mani,gelide per l’emozione percorsi le linee del suo corpo,respirando con sempre più fatica. Lui mi sfiorò il viso con un mano. Quel sorriso si unì ancora al mio,più e più volte. Quei momenti meravigliosi,che ricordo con gioia immensa. Quell’emozione enorme,mista a paura. Il paradiso. Lui me lo mostrò davvero. Perché non fu solo fare sesso,ma fare l’amore. Quella sensazione intensa ed unica. Lo amo. Lo amo così tanto. Ed ogni parte di lui ora è completamente mia.)

XIX.

Quanto era meravigliosamente bello quando mi sorrideva. Mi stava guardando,appoggiato al cuscino su un gomito. Ero persa in lui,completamente. Non potevo credere che avessi appena fatto l’amore con un uomo del genere. La persona di cui mi ero follemente innamorata. Troppo perfetto, sembra uno di quei sogni che facevo spesso da adolescente che avevano come protagonista un principe azzurro non ben definito,ma che mi rendeva la vita migliore di quanto non fosse. Joe era accanto a me,ed io ero sconvolta,ma in un’accezione buona. Ero piacevolmente travolta da quello che era successo,tanto che non riusciva ancora ad entrare nella mia testa come qualcosa che fosse successo davvero. Gli accarezzai il viso,consapevole di quale capolavoro fosse coricato accanto a me: percorsi il suo viso con le dita,mentre lui mi sfiorava la mano con le labbra. Stavo tremando, di gioia, perché avevo ricevuto un dono fantastico, dall’emozione, perché averlo così vicino mi creava una sorta di scompenso cardiaco. Scesi con la mano. Lui me la strinse ed incrociò le dita con le mie. In quel momento avrei potuto morire e sarei stata la donna più felice del mondo. Anche solo il contatto con la sua mano mi faceva sentire al settimo cielo. Sospirai,come se l’aria che respirava mi potesse allungare la vita. Spostai la mano sul suo petto per sentire il battito del cuore. Lui sorrideva ancora,e le mie forze si stavano indebolendo sempre di più.

- Lo senti?
- Cosa…?
- Il mio cuore… per te. (sorrisi,arrossendo… lui se ne accorse.) Sei dolcissima.
- Joe,dai,piantala…
- Non pianto proprio nulla. Ora non puoi più fermarmi. (sorrise)
- E chi lo dice?
- (baciò ancora una volta la mia mano.) Io. (gli sorrisi…mi tremava la voce al solo pensiero di dirglielo,ma ci provai…)
- G..grazie.
- Di cosa?
- Di…. (non riuscivo a esprimermi… mi si bloccò il respiro… incrociai il suo sguardo…)
- Grazie a te… TI AMO.
- (oddio… non credevo…non capivo… aveva detto… Cristo… non mi controllavo… il mio cervello aveva smesso di funzionare… tutto il mio corpo… era in crisi.) Joe…
- … non solo ti amo. Sono proprio pazzo di te. Tu non sei come le altre. Tu… mi hai fatto sentire in un modo che non mi sarei mai nemmeno immaginato prima. Non sei sola meravigliosa… bella,sexy… fantastica fisicamente,ma sei… decisa,forte,hai un carattere che non avrei mai pensato di trovare in una donna. Sei sincera,non hai paura di dire ciò che pensi… ma nella stesso tempo hai quella fragilità che ti rende così tremendamente…unica. Tu mi hai sempre tenuto testa, non mi ha mai dato ragione senza prima aver detto la tua,anzi,faticavi a concordare con me quando dicevo qualcosa di giusto,mentre prima tutte le donne,pur di venire a letto con me avrebbero affermato anche le cose più assurde… tu,no. Io mi sono innamorato di te proprio perché eri diversa dalle altre. E questo mi rende così fiero di te.
- (stavo tremando come una foglia… non capivo più nulla…le sue parole…. La sua convinzione nel dirle… nessuno aveva mai provato qualcosa del genere per me… e poi lui.. le lacrime… sul mio volto… un sogno… un meraviglioso sogno….) Joe… Io… io… TI AMO. Non sai nemmeno quanto… (si chinò e mi baciò sulle labbra,asciugandomi le lacrime…) Ho aspettato tanto, ti ho desiderato così tanto,ma… ero così insicura…
- Di cosa? Del fatto che non ricambiassi? Sal, penso fosse abbastanza chiaro che non mi eri indifferente,ed anche se dai miei complimenti tutto si fermasse ad un apprezzamento a livello fisico,in realtà andava oltre… credimi, io…. Non ho mai amato nessuno come te. E nonostante sia già stato innamorato di qualcuno,nessun sentimento è paragonabile a quello che ora provo per te. (lo guardai negli occhi e sorrisi… il paradiso era così vicino a me in quel momento,tutto era così perfetto…)
- Mi è mancato così tanto…
- Cosa?
- Tutto questo. Non ho mai avuto niente di tutto ciò… Ho avuto un’amica speciale, e tante persone che mi hanno voluto bene e me ne vogliono tuttora… ma mai nessuno che mi amasse davvero. Ed ora mi sembra un sogno…
- Se nessuno ti ha mai amata,nessuno ti ha mai capita… (mi abbracciò e mi mise sopra di me… ) E non ti devi preoccupare… questo è tutto vero. (mi baciò… prima più dolcemente,poi con più passione)
- Lo so,lo so..

I could stay awake just to hear you breathing
Watch you smile while you are sleeping
While you're far away and dreaming
I could spend my life in this sweet surrender
I could stay lost in this moment forever
Every moment spent with you is a moment I treasure
I don't wanna close my eyes
I don't wanna fall asleep
Cause I'd miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Cause even when I dream of you
The sweetest dream will never do
I'd still miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Lying close to you feeling your heart beating
And I'm wondering what you're dreaming
Wondering if it's me you're seeing
Then I kiss your eyes and thank God we're together
And I just wanna stay with you
In this moment forever, forever and ever
I don't wanna close my eyes
I don't wanna fall asleep
Cause I'd miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Cause even when I dream of you
The sweetest dream will never do
I'd still miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
I don't wanna miss one smile
I don't wanna miss one kiss
Well, I just wanna be with you
Right here with you, just like this
I just wanna hold you close
Feel your heart so close to mine
And stay here in this moment
For all the rest of time
Don't wanna close my eyes
Don't wanna fall asleep
Cause I'd miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Cause even when I dream of you
The sweetest dream will never do
Cause I'd still miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
I don't wanna close my eyes
I don't wanna fall asleep
Cause I'd miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Cause even when I dream of you
The sweetest dream will never do
I'd still miss you, baby
And I don't wanna miss a thing
Don't wanna close my eyes
Don't wanna fall asleep, yeah
I don't wanna miss a thing

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